“Aria” con Beppe Mecconi

© Roberto Besana

 

smog velenoso –

nel cielo autunnale

spunta la luna

 

Le ciminiere non hanno smesso un attimo di esalare i loro fumi in questa fredda giornata di fine novembre, come le auto e i camion che senza sosta vanno avanti e indietro sulla strada grande. Da dietro la finestra chiusa vedo le fabbriche e vedo tutto quel traffico. Alla Tv c’è la solita spazzatura, l’ho spenta, mi sono seduta qui, dietro ai vetri e guardo fuori. Una volta da qui vedevo la campagna dei nonni, era bella, mi piaceva tanto andarci, in tutte le stagioni, certo, più in primavera e in estate perché c’erano più profumi e tutta quella frutta sugli alberi, e i pomodori che mi piacevano tanto, e le fave e i pisellini. E le farfalle. Quante ce n’erano. Stavo ore a guardarle, così leggere in quell’aria celeste. A volte ci andavo con le mie amiche, dopo la scuola, e a volte andavamo fino al ruscello a bagnarci i piedi e a schizzarci. Quanto tempo che non le vedo più. Chissà dove stanno, se sono ancora in buona salute. Luisa so che è andata a stare da sua figlia a… non ricordo il nome di quel posto, sembrava un bel posto dal nome, anche se lei non era così contenta di andarci. Tanto che non la sento, magari domani la chiamo. Ormai quel pallido sole che si vedeva appena dietro il cielo grigio e il fumo non si vede più. Tra poco mi alzo e vado a farmi da mangiare. Fuori si stanno accendendo le luci, i lampioni sulla strada, quelli delle fabbriche e i fari delle macchine. Chiudo gli occhi e cerco di ricordarmi le lucciole di maggio, quante ce n’erano quando faceva buio. Tanto che non ne vedo. Una volta ne ho messe tre sotto un bicchiere sul comodino, era così dolce quella lucina nella notte. Dopo quel bel ricordo avevo paura di riaprire gli occhi. Temevo di vedere tutto quel fumo e quel buio, e invece lassù in alto c’è una sottile luna bambina, piccola piccola. È bella, mi ha fatto sorridere. Ora mi alzo e chiamo Luisa. Mangerò dopo.

La natura considera l’uomo come un qualunque altro inquilino, non più importante delle zanzare o di una felce.

haibun* di Beppe Mecconi, fotografia di Roberto Besana

 

Beppe Mecconi è nato e vive nel Golfo dei Poeti. Pittore, scrittore, illustratore di libri per l’infanzia, sceneggiatore, autore e direttore di film-documentari, regista di teatro e recital musicali. Per 12 anni Presidente e Responsabile culturale di un Museo paleontologico. Collabora con Projeto Libertade, onlus che si occupa dei bambini disagiati nella Favela di Vila Vintem, Rio de Janeiro. L’UNICEF l’ha insignito con il diploma ufficiale del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia. Nel 2019 un suo progetto viene esposto nell’Euro Parlamento di Bruxelles. Nel 2022 ottiene l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per meriti artistici e culturali

 

haibun* è un genere letterario che si è inizialmente diffuso in Giappone a partire dal XVII secolo, grazie al contributo dei Maestri Matsuo Bashō e Yokoi Yayū. Si tratta, in pratica, di un componimento che abbina poesie in forma di haiku (o disenryū) con un testo in prosa, coniugando le ampie potenzialità descrittive di quest’ultima con l’intensità emotiva tipica, appunto, della poetica haiku. Lo haibun si presenta come una narrazione piuttosto concisa, resa perlopiù sottoforma di diario, biografia, o breve cronistoria. Quanto agli haiku inseriti nel tessuto narrativo, essi possono o amplificare i temi presenti nella prosa (senza peraltro ripeterne termini e immagini), o essere concettualmente autonomi, in modo tale da suggerire ulteriori spunti riflessivi nella mente di chi legge.

 

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022

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