© Roberto Besana
Albero – dici.
E il rigogolo ha il colore dell’acqua.
E l’acqua quello della terra,
quando imputridisce
per diventare vita.
Albero, dici.
E invece è terra, e acqua, e morte che è grazia.
Albero, dici.
Ma il doppio
non è che un cerchio che non vuole narrarsi
Perché chi lo legge non apprenda dall’occhio.
Il doppio del riflesso nell’acqua è una variante o un frammento del cerchio della vita (la morte di ciò che imputridisce nell’acqua che è nutrimento di ciò che gli è intorno, a partire dalla vegetazione, dall’albero riflesso, e degli animali che vivono tra gli alberi), e la vita non vuole narrarsi perché non ne ha bisogno. E’ l’uomo che ha necessità di narrare e narrarsi. La natura vive inconsapevolmente, e perciò in modo “puro”. Chi legge quel cerchio, ossia la vita della natura, non dovrebbe farlo con l’occhio, cioè con la mediazione della sovrastrutture che lo allontanano dalla naturalità, ma con ogni senso. E anche al di là dei sensi. La vita, la natura, andrebbero percepite senza mediazioni.
Ciò ci rende più umani.
Testo di Francesca Tuscano, Fotografia di Roberto Besana
Francesca Tuscano (1964) ha scritto poesia (M.Y.T.O con Damiano Frascarelli, Era Nuova 2003; La notte di Margot, Hebenon-Mimesis 2007; Gli stagni di Mosca, La Vita felice 2012; Thalassa, Hebenon-Mimesis 2015; Nella notte di San Lorenzo, per l’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, Corraini edizioni 2016), un pezzo di teatro per ragazzi (Come si usano gli articoli in D. Margheriti, F. Tuscano, I diritti dei bambini, Rubbettino 2005) e narrativa (#tipologieumanetroppoumane in M. Arcangeli, V. Selis, Faccia da social. Nazi, Webeti, Pornogastrici e altre specie su Facebook, Castelvecchi 2017) e ha partecipato al collettivo N23 nella scrittura di Perché non sono nata coniglio (Edizioni Alegre 2020). Ha tradotto dal russo testi di B. Akunin, R. Jakobson, V. Chlebnikov, Ju. Lotman, M. Kuz’min, L. Batkin, E. Limonov, K. Medvedev, A. Tolstoj e scritti inediti di letteratura critica su Pasolini. Lavora come librettista. Nel 2016, per il Mittelfest di Cividale del Friuli, è stata messa in scena l’opera lirica Menocchio su suo libretto (musica di Renato Miani) e nel 2018, a Pordenone, per il festival d’opera dedicata ai ragazzi “All’opera, ragazzi!”, La notte di San Silvestro, ancora su suo libretto e con musica di Renato Miani. Nell’agosto del 2021 è stata messa in scena a Bova (RC) Cibarsi di niente, su suo libretto e musica di Fausto Tuscano (ha anche partecipato alla rappresentazione come voce recitante).












