Herb Ritts. Luce. Corpo. Materia.

Di Marcello Grassi per 8×8

 

“Solo se segui quel che ti attrae puoi cominciare a dare corpo al tuo immaginario”.

“La mia fotografia ruota attorno a una domanda: come interpretare in maniera moderna il corpo umano? Io non cerco di idealizzarlo come fa Bruce Weber, ma di tradurre la sua universalità e la sua capacità di eludere la prova del tempo”.

Herb Ritts

 

“Qui sta la forza e il fascino dell’opera di Herb Ritts: aver contribuito a costruire nelle sue immagini il desiderio e la desiderabilità, definendo così lo stile di un’epoca della fotografia”.

Alessandra Mauro
da Tutto sotto il sole, Herb Ritts, In piena luce, Contrasto, 2013

 

Luce. Corpo. Materia.
Luce. Corpo. Materia.
Luce. Corpo. Materia.

Così all’infinito si potrebbe scrivere del lavoro fotografico di Herb Ritts.

Il lavoro sul corpo in movimento trae origine dalla complessa esperienza dell’autore e dalla sua sensibilità, l’interesse innato per l’arte, la cultura, la classicità. Infine i paesaggi e le suggestioni africane. Al continente nero, in particolare, l’autore ha dedicato parte importante dei propri viaggi, ricavandone preziosi reportage, fino a pochi giorni dalla morte avvenuta nel 2002.

Le fotografie di Herb Ritts, a un primo sguardo, possono ricordare le sensuali immagini di Edward Weston, l’erotismo di Helmut Newton, l’innata eleganza espressa nell’accecante luce greca di Herbert List, oppure il rigore formale di Horst P. Horst.

Certo, quello che aleggia nell’aria è anche l’atmosfera tipica degli anni ottanta.

Tutto vero.

Ma Ritts trae lezione dal passato – ne ripercorre i fasti – per consegnarci un suo modello di fotografia, unico. Nel Plein Air della luce abbagliante della California, quasi un ossimoro tecnico-fotografico, Ritts pone in essere le sue invenzioni.

Gli spazi immensi, al sole e all’aria della West Coast, fanno da scenario alle sue fotografie ove permangono in sospeso fino al momento dello scatto tutte le particelle della materia, dei corpi e degli elementi, quando si fondono in un tutt’uno, in quell’istante fissato sulla carta fotografica: a volte glamour, a volte sensuale, a volte giocoso.

Sempre studiato e messo in atto alla perfezione.

Corpi desiderabili esposti al vento, al sole bruciante, immersi a contatto con l’acqua dell’oceano pacifico, accarezzati dalla sabbia.

Sotto i nostri occhi, sotto il cielo della California conquistandoci prendono vita.

In Luce. Corpo. Materia.

 

Marcello Grassi

 

 

 

 

 

 

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