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La lentezza “buona”​ crea relazioni

Di Giorgio Sitta

 

Attenzione, questo non è un nostalgico “elogio della lentezza”, io amo la velocità (se unita alla precisione), mi piace vivere e lavorare in un ambiente dinamico e anche un po’ caotico.

Penso seriamente che il downshifting sia una forma di “suicidio dolce”.

E allora cosa è questa lentezza “buona”?

E’ una sorta di “riequilibrio temporale”, all’interno del quale si dedicano il giusto tempo e la giusta attenzione alle varie attività, con la velocità specifica che ciascuna richiede.

In questo senso può essere interessante fotografare, ogni tanto e quando possibile, in modalità completamente manuale, messa a fuoco inclusa (ovviamente se non dovete fare foto sportive o altre di carattere dinamico!) “rallentando il tempo”, per usarlo per mettersi in relazione più profonda con i suoi soggetti.

Per praticare meglio questo “gioco”, ogni tanto mi diverto a usare qualche vecchia ottica manuale Nikon sui miei corpi digitali.

Le immagini, oltre che più “pensate”, hanno anche una patina vintage che trovo anche divertente.

 

Giorgio Sitta

www.giorgiositta.com

 

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