Umarelle. Una carriera in costruzione

Fotocronaca bizzarra di e con Donatella Bettin  e Donatella Bajo.

9 marzo 2020 l’annuncio del premier Giuseppe Conte.

È il primo lockdown. Da quel giorno in poi, tra aperture e nuove chiusure, arriviamo ad oggi, due anni dopo. Grande sconcerto a suo tempo tra i fotografi. Chi aveva un incarico firmato poteva anzi doveva fotografare, chi non lo aveva non poteva. Diritto all’informazione negato? Qualsiasi fotografia scattata da qualsiasi fotografo è informazione, è documentazione indispensabile? Tutti a scrivere la Storia di oggi per domani? In Italia i fotografi regolarmente assunti da una testata giornalistica sono pochissimi, la maggior parte sono free lance, fanno un servizio a loro spese, lo propongono e grasso che cola se riescono a venderlo rientrando delle spese. E va anche bene così, anni or sono un articolo veniva pubblicato su un quotidiano col nome del giornalista, per lo più le foto che lo illustravano non erano firmate. Se i fotografi fossero stati uniti in un sindacato, in una corporazione efficiente, regolamentati da un Albo professionale, avrebbero fatto valere i loro diritti, forse, scioperando compatti. Fotografi cani sciolti, da sempre.

Così chi non è riuscito ad avere un incarico qualche volta ha azzardato, altre volte ha portato avanti progetti interessanti, magari senza uscire di casa, in famiglia, oppure fotografando dalla finestra. Penso che coi progetti intorno al Covid siamo arrivati alla saturazione visiva ed emotiva. C’è ancora qualche alternativa possibile? Forse potrebbe esserci nella collaborazione. Da vari mesi Renato Greco non potendosi incontrare per suonare con amici fa registrazioni bellissime in remote recording, collaborando con altri musicisti.

Però per i musicisti suonare insieme è normale. Nessun fotografo può scattare con un altro, a premere il pulsante di scatto è sempre solo uno, se stanno vicini o si ignorano o si pestano i piedi a vicenda  sgomitando per una posizione di ripresa migliore. È possibile una collaborazione tra fotografi? Forse solo per complice gioco, per un divertissement, una sfida scherzosa, come facevano una volta i cantastorie improvvisando a braccio. Una sfida che inizia dal nulla e poi prende le autrici, diventa impegnativa…  potrebbe essere definita  un progetto? Ma si, perché no? Infondo i progetti possono iniziare e poi crescere anche così, con leggerezza, non stiamo mica tutti a rattoppare i buchi dell’ozono. Di un poco di leggerezza ce n’è davvero bisogno di questi tempi. Una tematica affrontata con leggerezza, ma per nulla leggera, quanti cambiamenti avvengono ogni giorno  nelle città nell’ambiente dove viviamo, senza che nemmeno ci soffermiamo per rendercene conto!

Così Donatella Bettin e Donatella Bajo si raccontano e ci raccontano…

 

 

Una carriera in costruzione.

“Donatella, un nome e una garanzia… e qui ce ne sono due, una, D1,  a Nord-Est e L’altra, D2,  a Nord-Ovest, conosciutesi tramite un’amica comune (in questo caso molto reale). Oltre al nome ci accomuna la passione per la fotografia e il fatto di aver terminato la nostra carriera lavorativa. Quindi, giocoforza, la Donatella del Nord-Ovest ha coinvolto quella del Nord-Est in un’attività molto impegnativa in cui si richiede molta presenza e professionalità: il controllo dei cantieri (edili, stradali, navali, ferroviari). E si sa che Bergamo è terra di cantieri e di muratori esperti (Enrico Bertolino docet), mentre in Friuli V.G. tutti hanno “il mal del modon”(mattone, è assolutamente indispensabile avere la casa propria e costruirla).

 

 

Una missione non facile per due aspiranti “umarelle” alle prime armi, missione per cui ci vogliono abilità e destrezza, competenza e professionalità, oltre ad una buona dose di ironia e fantasia e per questo dal web sono fioccati consigli e suggerimenti sul comportamento da tenere.

E’ iniziato così per gioco il nostro fotografare cantieri, fino a diventare un’ossessione…

“Ma sai che quando passo per strada guardo solo cantieri!”

“Non dirmelo, volevo fotografare un cantiere ma dopo aver notato che ci stavano lavorando 5 muratori serbi grandi come 5 armadi ho desistito, ‘si sa mai!”

“E dire al marito che guida: Rallenta, ferma, che ho visto un cantiere!”

 

 

Via via che l’album con le foto dei cantieri prendeva forma ci siamo spesso chieste:

 

“Ma sai che ci sono dei bei lavori? E’ un peccato lasciarli così in un album virtuale”

“Potremmo farne una mostra, un calendario, un qualcosa…”

“Vabbè, intanto fotografiamo e poi strada facendo ci verrà in mente qualcosa”.

 

 

 

Le ruspe, le benne, gli escavatori, le gru, le transenne, le reti arancioni o gialle, le betoniere hanno piano piano iniziato a entrare da protagonisti nelle fotografie prendendo vita. Una benna abbandonata in un cantiere fa tenerezza, si sta riposando per il duro lavoro o soffre per l’abbandono, una gru al tramonto indica che ha un animo romantico, una betoniera con il sorriso mette di buonumore, un escavatore violetto è molto glamour o fashion a scelta, un Caterpillar sonnecchiante su una collina di detriti, avvolto nella nebbia, ha una sua regalità, come regali e affascinanti sono le impalcature nella notte, illuminate dai lampioni di strada, una strada a cui rifanno le strisce è da controllare in modo che le facciano dritte, le reti arancioni poi sono un “bendiddio” che nasconde o svela a secondo delle nostre necessità.

Fotografare cantieri è divertente, interessante, appagante. Un cantiere non è mai qualcosa di scontato, non è la banalità delle transenne o delle reti, nasconde sempre sorprese, tesori, particolari che siamo andate a cercare e cercheremo ancora. Il fatto di abitare a una grande distanza comunque ci ha permesso di sintonizzarci e di riuscire a produrre una cospicua quantità di foto, foto pensate, foto rubate mentre eravamo ferme al semaforo, foto cercate dove ci si poteva muovere agevolmente senza incorrere nelle ire di capo cantieri o operai o muratori, che magari si accorgevano che li stavamo riprendendo.

Il bello è che gli amici si sentono coinvolti dal nostro gioco, chi indicandoci cantieri nuovi sul territorio e chi inviandoci foto e filmati in tema.”

 

Alla prima occasione d’incontro fra noi due per una mostra, incrociando un cantiere ci siamo sentite dire:

“Ferme! Ferme!… Mettevi davanti alla rete e discutete sui lavori di questo cantiere che io vi riprendo all’opera!”

Così il marito della Donatella dell’Ovest ci ha riprese documentando il nostro nuovo impegno lavorativo..

 

L’incontro

D1 “Con i progetti in mano, pronte a cazziare chiunque!”

D2 “Ti ho vista all’opera, sai essere pericolosa con quei progetti!”

D1 “Potrei portarmi il “progetto”, indossare un casco e fare una piazzata coi fiocchi nella piazza col cantiere qui da me!”

D2 “…vengo a riprenderti”

D1 “Sai correre veloce?”

 

Cantiere navale

D1 ” Qui mi sa che eri lontana lontana…”

D2 “Ma certo che sì.. non era la giornata giusta per una nuotata, mi si bagnava la fotocamera e l’acqua non era delle migliori!”

D1 “Per la serie serie se cadi lì dentro esci con i moncherini?”

 

Il Vasari

D1 “Ho scovato il cantiere più vecchio del mondo! Dicono sia lì fin dai tempi del Vasari”

D2 “Su disegno di Leonardo”

D1 “Che si è fatto un viaggio nel tempo per prenderne il modello”

 

L’Arena

D1 “Stai ricostruendo un’arena?”

D2 “Ho firmato un contratto con i Romani, quelli di Giulio Cesare eh!”

D1 “Dony mi raccomando, occhio che non si allarghino troppo, ci siamo prima noi!”  “…proprio tu che vivi nella terra dei Celti?”

D2 “Speriamo bene.. Giulio Cesare è poco collaborativo!”

 

Due piccioni con una fava

D1 “Guarda…due piccioni con una fava, anche le ferrovie, ma adesso non so se metterla nei cantieri!”

D2 “Urca, questa è il top, ci sono anche delle foglie a terra, manca solo una rotoballa a tenere su la rete!”

D2 “Che poi, ‘ste fave, dove le trovi sempre tutte!”

D1 “Stavo per fare retromarcia perché non sapevo fosse chiuso, poi mi si è accesa la lampadina!”

D2 “Siamo da neuro! Anch’io ieri sono tornata sui miei passi per fotografare un cantiere…molto discusso”

 

In ufficio

D2 “A breve non avrò più neppure la sedia…maledetti cantieri!”

D1 “Vendicati, fai un cazziatone, non è il posto per riporre i cartelli stradali!”

 

Il cantiere timido

D2 “ Non voleva mettersi in mostra”

D1 “ Uh, che tenero!”

 

4 gru e un pilone

D2 “Questo è un assembramento, credevo fosse vietato!”

 

Un cantiere al giorno…

D2 “ Toglie il viandante da torno”

 

Anche di notte

D1 “Un controllino notturno ci sta.”

 

Panchina da cantiere

D2 “oggi finalmente saremo delle umarelle comode comode, è un lavoro troppo  faticoso il nostro!”

 

Cantiere sull’acqua

D2 “ ma vuoi mettere con il ponte sul giglio di Monet? Questa gli da dieci giri!”

 

Varda Bepi

D1 “…te pensi che i lavori ben?”

 

Un collega

D2 “Nei 10 minuti di attesa del bus mi ha aggiornato sull’andamento di tutti i cantieri della città, questi sono gli umarell che ci piacciono.”

 

Giorgio Rossi.

Semplicemente Fotografare.

 

 

 

 

 

 

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