Semplicemente Fotografare Alive 2021!

Dopo 6 edizioni del “live” è caduta la scure del Covid, la settima edizione di Semplicemente Fotografare l’anno scorso non ha avuto luogo. In questi giorni per improrogabile necessità interiore ha luogo l’Alive.

 

 

Sì, ci siamo ancora, siamo vivi, stiamo tutti bene. Più adulti forse, vaccinati, sempre un poco bambini almeno nello spirito. Dunque un incontro, un abbraccio corale prima di tutto e, dopo tanto tempo, torniamo a esporre le nostre fotografie. Non ci piace definire “festival” il nostro evento ma tant’è, quando lo definiscono così alziamo le spallucce, in fondo ci è indifferente. I “festival” di fotografia si stanno moltiplicando anno dopo anno in tutta Italia. Forse rispecchiano il mondo dei social e la attuale Web era. Millanta social, blog, pagine di fotografia virtuali, award, festival.

 

 

Ogni voce, ogni espressione fotografica galleggia giusto il tempo di essere ascoltata, letta, vista,  poi affonda inesorabilmente, sprofonda nell’immensità sconfinata di una rete. Mi domando se di tutto ciò rimarrà qualcosa e mi rispondo che quel qualcosa può essere forse solo una sottile ma continua contaminazione reciproca. Se dovessi dare una definizione della fotografia di oggi la definirei Fotografia osmotica. Ove “l’osmosi è un processo fisico spontaneo, vale a dire senza apporto esterno di energia, che tende a diluire la soluzione più concentrata, e a ridurre la differenza di concentrazione.”

 

 

Aumenta invece sempre più la differenza, la distanza tra i “Maestri della Fotografia” e noi, sino a farci percepire tali Maestri come Divinità inarrivabili. Tutto viene livellato, non ha quasi più senso distinguere tra professionista e dilettante. Forse sta assai meglio il “dilettante”, può dilettarsi e fare “ricerca”, cosa che il professionista spesso non può permettersi di fare, spinto dall’urgenza di guadagnarsi il pane quotidiano. Nel percepire tali Maestri come divinità  di un tempo che fu, anche se sono già defunti da anni  li uccidiamo ancora , neghiamo loro l’umanità di avere commesso degli errori,  giustifichiamo tutto, tutto diventa arte o artistico non semplice, umile, lavoro quotidiano. Se ripensiamo alla storia della fotografia, chi iniziò a praticarla era un dilettante, il professionista arrivò dopo. Chi ci dice che una professione debba essere eterna? Ogni professione è specchio del tempo nel quale è funzionale e necessaria. Se tale necessità viene meno la professione muore. Non esistono più gli amanuensi. L’amanuense era, prima della diffusione della stampa, la figura professionale di chi, per mestiere, ricopiava testi e manoscritti a servizio di privati o del pubblico.

Il normalissimo ciabattino  che risuolava le scarpe  da anni ha chiuso bottega, le scarpe sono usa e getta. Forse antiche professioni rinasceranno quando riusciremo ad andare oltre la “filosofia” dell’usa e getta, dettata dallo sviluppo industriale. Rimane chi realizza scarpe, pezzi unici, opere d’arte, ma di nicchia, costosissime. Rimane e prospera chi compie un lavoro che non può essere sostituito da un procedimento industriale. Se vi si allaga la casa perché un raccordo perde chiamate d’urgenza l’idraulico e vi dice di comperare un gommone. Lui, l’Idraulico, è impegnato potrà venire  a risolvervi il problema tra qualche giorno. La fotografia da prodotto artigianale e diventata prodotto industriale? Forse sì, forse nel senso che uno stesso soggetto viene moltiplicato in mille versioni, una vale l’altra. È una delle possibili con-cause accanto alla perdurante crisi dell’editoria.

 

 

Dunque cos’è  il nostro incontro? È un incontro fisico, un mescolarsi festosamente, scambiandosi esperienze, gettando magari le basi per condividere progetti futuri, senza distinzioni tra “fotografi, fotografisti e fotografanti

I momenti più coinvolgenti e corali in fondo non sono quelli espositivi, avvengono in backstage, al bar per colazioni e spritz, al ristorante.

Consideriamo la fotografia per quello che è, scrittura con la luce. La pratichiamo e  ammiriamo in verticale e orizzontale, ove per verticale si intende l’evoluzione storica, dalla cianotipia cameraless, al foro stenopeico, a digitale, e per orizzontale ogni attuale diversa  espressione di contenuti. Nei nostri incontri abbiamo sempre dato dimostrazioni nel reale delle tecniche antiche ricongiungendole a volte contaminandole con la fotografia attuale, gettando un ponte tra analogico e digitale, come per esempio fa Giulio Limongelli, stampando dei file digitali in B&N con la tradizionale carta ai sali d’argento, grazie al suo Digingranditore.

 

 

L’Alive si è svolto alla Rocca di Dozza Imolese, dal 22 al 25 luglio.

Forzatamente, date le incertezze organizzative dettate dal Covid è stata una edizione ridotta rispetto ai nostri incontri  di “Semplicemente Fotografare Live!

22 mostre e una collettiva, ove di solito abbiamo in esposizione 50 mostre personali, siamo arrivati ad averne 70.

 

 

Luigi Conte ha dato dimostrazioni della cianotipia.

Era con noi Francesco Cito, ci ha parlato della sua crescita come fotografo partendo dai suoi inizi  come lavapiatti in quel di Londra.

Avrebbe dovuto essere con noi Gabriele Chiesa, ma un brutto  incidente in bicicletta glielo ha impedito.

Avrebbe eseguito ritratti in strada con la tecnica minutera.

Avrebbe fortemente voluto portarci le meravigliose opere frutto di una open call per realizzare Contemporary Carte de Visite delle quali sta curando un catalogo.

 

 

Davvero dispiaciutissimi noi per la sua assenza, abiamo dovuto consolarlo perché era davvero avvilitissimo per non potere essere con noi.

Tuttavia nulla è perduto, abbiamo seminato bene.

Simona Mingazzini, Presidente della fondazione Rocca di Dozza, ci ha accolti con entusiasmo aprendoci ogni porta di una location unica per fascino, abbiamo avuto l’opportunità di parlare col  il sindaco Luca Albertazzi e con l’Assessore alla Cultura dell’Emilia Romagna, Mauro Felicori.

Così le maggior parte delle foto rimarranno esposte sino al 26 agosto.

Poi, se tutto andrà come auspicato, si potrà iniziare a pensare a un Live, più completo, per il prossimo anno.

 

Giorgio Rossi.

Semplicemente Fotografare.

 

 

 

 

 

 

 

 

One Comment

  1. Gabriele Chiesa Reply

    Grazie a tutta la fantastica squadra di Semplicemente Fotografare Alive 🙂

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