Dalle (Photo)Fanzine al Funzilla (prima partre)

Roma 22 -24 Settembre 2023. In Via del Porto Fluviale 35, nella suggestiva location “Industrie Fluviali” si è svolto il Funzilla Festival 2023.

La prima edizione fu nel 2016 (il 16 e il 17 aprile, per la precisione) presso la galleria fotografica Microprisma di Roma. Alla seconda edizione, presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis a Torpignattar, per i romani “Torpigna”, andai insieme a Sandro Jovine. Ricordo che prelevai da un banco una zine stupenda per mostrargliela. Sandro la prese in una mano e con l’altra, più rapido di un pistolero del far-west, estrasse dalla tasca posteriore dei calzoni il portafoglio e me la zottò (dal suono onomatopeico “ZOT!” in uso nel fumetti. “Zottare” sta per prendere qualcosa a qualcuno e sparire con l’oggetto in un lampo). Chellopossino!

 

 

Funzilla è una simpatica storpiatura di fanzine. ll termine inglese “fanzine” nasce  dalla contrazione delle parole inglesi, “fan” (da fanatic, appassionato) e “magazine” (rivista).

Nell’ormai lontano 1974 con Francesco Tanzj e altri amici facemmo una fanzine, una macedonia di scritti e disegni tra l’hippy, l’impegnato e il demenziale. Non ne rimane alcuna traccia se non in un qualche cassetto mio o di Francesco. Era l’epoca in cui i Radicali raccoglievano le firme per i  referendum. In cambio dell’accesso al ciclostile  per stampare la nostra zine dovevamo ricontrollarne le firme. La democrazia diretta a quei tempi  passava attraverso il ciclostile, oggi passa attraverso Facebook.

La diabolica macchina per ciclostilare in proprio, nella storica sede dei radicali in via Torre Argentina, troneggiava in una stretta stanza. Non so bene per quale bizzarra ma radicale scelta politica era consuetudine appiccicare le matrici di stampa inchiostrate sulle pareti perimetrali interne della stanza ciclostile. Indipercui a strusciarne una e imbrattarsi jeans o coloratissima camicia americana button-down, comperata usata a Sannio Street per ben 350 lire, era ‘n’ attimo.

Tuttavia era anche un indelebile segno al valore che testimoniava un impegno scanzonatamente politico, come del resto erano e sono le fanzine. Detto per inciso, se a scuola nel succedersi di anni di formazione scolastica, invece di studiare 2 o 3 volte la storia di Roma, si studiasse almeno una volta la storia degli 8 referendum 8, forse in Italia varie cose politiche e non andrebbero meglio. Ahimè aveva ragione Dante, “Non fa scienza, sanza lo ritenere, avere inteso”.

Le fanzine, spesso photozine,come spiegato nell’about us di Funzilla, sono delle  edizioni prodotte in self-publishing (quindi direttamente dal fotografo/fotografa) o – in alternativa – da piccole etichette indipendenti.

Dal punto di vista formale, una “photozine” è una pubblicazione snella, con un numero di pagine ridotto rispetto al fotolibro e una tiratura limitata.

L’agilità del formato e la libertà produttiva permette spesso di arricchire le edizioni con interventi artigianali o personalizzazioni: rilegature manuali, copertine fatte a mano, copie uniche, ecc.

Le fanzine fotografiche vengono distribuite direttamente (tramite il sito dell’autore/etichetta, presentazioni, porta a porta), sono vendute a un prezzo ridotto: tipicamente tra i 10/15€.

Il Festival prevede la partecipazione libera di chiunque abbia prodotto una fanzine fotografica (autori ed editori ) ed è strutturato con banchetti vendita, presentazioni editoriali, incontri, workshop, mostre, dibattiti.

Visitando l’evento, se guardo le molte photozine in esposizione col distacco critico dei miei ormai 73 anni, sono a volte deluso, raramente incantato. Se ritorno con la mente a quei miei 24 anni di allora, torno felicemente ragazzo, mi sento bene in mezzo a loro, ragazze e ragazzi, splendidamente vitali, spesso ingenuamente creativi, va bene così. Fanc. ai troppi giornalisti idioti che quando scrivono dei giovani è per raccontare superficialmente il peggio, mai per dire qualcosa di positivo. Gli stiamo lasciando in eredità un futuro di merda in ogni senso.
Ogni bambino che nasce nel nostro Paese ha già un debito pubblico di oltre 45 mila euro sulla testa.

Vogliamo addossarne le colpe ai “giovani d’oggi”? Forse sono troppo morbidi rispetto ai tempi di “Fragole e sangue”, film e libro.

Tuttavia non sono meno idealisti. Quindi fanzine per diffondere consapevolezza di sé, come critica irridente  e ironica delle nostre “fisse”, di modus vivendi diffusi quanto ridicoli, “controcultura” come informazione fuori dai media odierni, lontani da una casta di giornalisti spesso beceri. Fanzine come oggetto d’arte, per auto-promozione, come impegno di micro case editrici, per fare conoscere nuovi autori e diffondere la buona fotografia, dato che è inutile sperare nell’ascolto dei grandi editori desiderosi solo di vendere in supermercati e autogrill. Fanzine come beni materiali, tangibili, al diavolo quei  beni immateriali che pur non avendo una consistenza fisica possono avere un alto valore economico.

 

 

Mi inoltre tra le varie sale espositive, incontro su un tavolo una poetica fanzine di Fabio MoscatelliIl pranzo della domenica”.

“La domenica era il giorno in cui ci si ritrovava a casa di mia nonna. Appena si entrava in casa mille odori provenienti dalla cucina ci accoglievano ancor prima di sederci a tavola. Mia nonna era la mamma di tutti, non eravamo solo nipoti, ma ulteriori figli che lei aveva cresciuto…”

Vicino alla fanzine di Moscatelli ne trovo una di Valentina BrancaforteBetulla”.

 

© Valentina Brancaforte. Betulla

 

“Dal nord Europa è stata l’ultima glaciazione avvenuta nel Pleistocene e conosciuta come Würm a far arrivare la betulla fino in terra sicula…” Moscatelli ne ha curato l’editing.

Valentina Brancaforte vive tra Catania, dove segue corsi e workshops fotografici e Palermo, dove lavora come ingegnere. La fotografia è lo strumento per seguire la sua  propensione verso ogni forma d’arte.

 

 

Incontro Enrico Quattrini, ha pubblicato varie fanzine. “Vite strappate” è una edizione raffinata quanto coinvolgente.

Ci conduce a rivivere, attraverso i racconti di sua nonna, una tragica storia, scritta col sangue sulla pelle di tantissime donne, ragazze, bambine e uomini, accaduta in un piccolo paese della Ciociaria. Quando, nel maggio del 1944, l’inferno della guerra sembrava al suo termine, furono attraversati dalle violenze dei corpi francesi di origine marocchino-algerina, il CEF, gli alleati, i “liberatori”.

 

 

Da notare che nelle foto storiche i soldati, non identificabili, potrebbero appartenere a un qualsiasi battaglione di un qualsiasi esercito impegnato in una delle tante qualsiasi guerra che attualmente divampano sul nostro pianeta. Vite Strappate è una fanzine contro tutte le guerre.

Enrico Quattrini dal 2017 è Presidente dell’Associazione Fotografica Camera Creativa, dove insegna fotografia e progettazione fotografica. Al Funzilla ha portato “Del Sogno di Enea

 

Christian N.Tognela

 

Sul pianerottolo delle scale che conducono alla terrazza incontro Christian N.Tognela, architetto, si occupa di fotografia del paesaggio, di architettura e di ritratti.

Come spiega nel suo sito, Chromophobiae si occupa di fotografia nel senso più ampio del termine. Spazia dal digitale all’analogico, alle tecniche antiche, senza soluzione di continuità. Sostiene il grande formato, ovunque sia possibile.

 

 

“Approfittando dell’ottima luce ambiente sta eseguendo dei ritratti per testare con il banco ottico il dorso LomoGraflok 4×5 Instant Back che adotta pellicole Fujifilm Instax Wide.”

È il “Lomography Portrait Corner” dell’evento.

 

 

A Funzilla, oltre ad altre fanzine, ha portato “Talo”, realizzata insieme a sua moglie, Maura Dettoni, fotografa, archivista, collabora con l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo e Mufoco, Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo (MI)

 

Taio

 

Talo: Un’idea di Nord. Segnata dal biancore delle betulle e dal vento freddo che arriva dal Mar Baltico; dalla roccia che emerge anche quando non te l’aspetti; dal legno che scalda le abitazioni; dalle strade in terra battuta che tagliano il bosco e non portano da nessuna parte; dalla geometria apparentemente rigida delle costruzioni; dal suono di una lingua unica; dalla luce che si riversa sul paesaggio.

Divertente e graffiante la zine “Stay foolish, stay hungry” di ì Giulia Hrvatin & Caterina Marino.

 

© Giulia Hrvatin & Caterina Marino. Stay foolish, stay hungry

 

Se siete stanche di vedere donne che ridono guardando una ciotola d’insalata, ragazze che si ingozzano di banane, panini che non raggiungono mai le labbra della povera sfortunata — questo è il progetto che fa per voi.

Come mangiano le donne? Cosa mangiano?

“Negli ultimi anni il nostro sguardo si è posato molto sulla rappresentazione delle donne nei media. In particolare, abbiamo iniziato a notare il modo in cui le vediamo mangiare su cartelloni e riviste, tra seduzione e privazioni….Seppur lontane da una forma impegnata di attivismo (per la quale sentiamo forse di non avere gli strumenti per analizzare e illuminare la questione) ci siamo divertite ad evadere per un attimo da questa rappresentazione in cui non ci riconosciamo, creando un’alternativa.

Un nostro mondo immaginifico in cui le donne possono essere sgradevoli, sporche, disgustose, buffe, senza dover compiacere lo sguardo esterno. E mangiare quello che vogliono. Come vogliono.”

 

© Giulia Hrvatin & Caterina Marino. Stay foolish, stay hungry

 

Francesca Romagnoli, 22 anni, è al terzo anno della facoltà di Scienze della Comunicazione, Università di Roma3. Ha frequentato un corso di fotoreportage con la fotoreporter Cristina Cosmano e un corso di storytelling e comunicazione per approcciare la professione giornalistica. Fa parte della redazione di “Stori3“, rivista di reportage nata all’interno dell’università Roma3, collabora insieme ad altri colleghi a un reportage sul Lago ExSnia.

La fanzine “Be Pure – Transparency” è stato un lavoro a quattro mani: Francesca ha scattato le foto, Viola Vincenti ha creato i corsetti, protagonisti della fanzine.

 

 

Viola è laureanda alla NABA a Milano, con il progetto “Shyneup” (il suo brand di corsetti) propone una visione diversa di questo abbigliamento rispetto all’immaginario collettivo del corsetto medievale e simbolo di costrizione.

Per lei i corsetti sono un sostentamento per il corpo donando un senso di protezione e sicurezza.

 

© Francesca Romagnoli, Viola Vincenti. Be Pure – Transparency

 

“Be Pure – Transparency” è un progetto a lungo termine nato nel 2023.  È diviso in due capitoli: corpo e acqua. Nel primo capitolo ci sono foto di parti del corpo a volte  distinguibili altre volte  più astratte. Sono a contatto con l’acqua, lo scopo è di raccontare la relazione tra il corpo e il corsetto. Il secondo capitolo invece è composto da foto di acqua in costante movimento, dove è sempre presente una parte umana. Questa scelta narrativa riprende il concept di tutta la fanzine: il corpo si fonde con l’acqua, cambiando le loro forme iniziali. Le foto sono state realizzate alle terme di Saturnia in quanto l’acqua termale ha proprietà benefiche per il corpo hanno  permesso di creare degli effetti cromatici utili alla narrazione”.

Tornerò a parlare di fanzine e Funzilla nel prossimo articolo. Stay Tuned!

 

Giorgio Rossi.

Semplicemente Fotografare.

 

 

 

 

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2 Comments

  1. FUNZILLA Reply

    Grazie per la bella recensione al nostro festival!!

    Solo una piccola precisazione, la prima edizione di Funzilla si è svolta nel 2016 (il 16 e il 17 aprile, per la precisione) presso la galleria fotografica Microprisma di Roma.
    Non siamo in alcun modo collegati al festival di Castelnuovo Fotografia, se non per esser stati ospiti al loro bookshop in varie edizioni, insieme a diversi editori.

    un cordiale saluto

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