YONGHE – BEIJING DIARIES 6

Ultima puntata del mio viaggio in China, e, per quelli che verranno Giovedì 27/7 da NOC, un arrivederci per parlare di Singapore e del viaggio che NOC sta organizzando per fine Ottobre.

Parliamo oggi di Yonghe.

Immerso nell’espansione urbana di Pechino, il Tempio dei Lama, o Tempio Yonghe, si erge come un santuario di serenità e misticismo. Ma al di là della sua straordinaria architettura e del suo significato religioso, nelle sue sale risuonano leggende e miti. Vorrei condividere in questo articolo gli echi enigmatici (leggende per me, scettico materialista) e gli eventi “inspiegabili” che hanno trasformato il Tempio dei Lama in un luogo di intrighi sia per i mistici che per gli scettici.

Vi giro quello che Jason, il mio Caronte durante la giornata, mi ha raccontato, più sul faceto che sul serio.

Costruito nel 1694 durante la dinastia Qing, il Tempio dei Lama è una grande struttura con un passato storico. Originariamente residenza del principe Yong, che in seguito divenne imperatore Yongzheng, fu trasformato in un Monastero nel 1744. La sua architettura è una splendida fusione di stili cinesi Han e tibetani, adornata con intricati intagli e statue del Buddha, bodhisattva: i fedeli più ferventi spesso riferiscono di sentire una presenza ultraterrena, in particolare nella Sala dell’Armonia e della Pace, dove i deboli sussurri dei canti sembrano fluttuare nell’aria anche quando il tempio è vuoto.

 

Una delle leggende più persistenti associate al Tempio dei Lama è quella del Guardiano Spettrale. I monaci del tempio raccontano storie di una figura spettrale vista pattugliare il terreno del tempio di notte. Descritto come un uomo alto vestito con abiti della dinastia Qing, si ritiene che il guardiano sia lo spirito di un monaco devoto che visse durante i primi giorni del tempio. I testimoni affermano che appare durante la luna nuova, muovendosi silenziosamente attraverso i cortili e scomparendo all’alba. Anche se molti liquidano questi avvistamenti come trucchi della luce o immaginazioni iperattive, la pretesa coerenza delle segnalazioni nel corso degli anni aggiunge uno strato di mistero all’atmosfera del tempio.

Nel profondo del tempio, nascoste agli occhi del pubblico, si dice che ci siano reliquie sacre con poteri inspiegabili. Secondo la leggenda, queste reliquie includono un frammento della vera croce, una fiala di acqua santa del Gange e un frammento di una pietra mistica tibetana. I monaci che custodiscono queste reliquie hanno riferito di aver sperimentato strani fenomeni: improvvisi cali di temperatura, luci tremolanti e la strana sensazione di essere osservati. Si ritiene che queste reliquie siano la fonte dell’energia mistica del tempio, attirando sia riverenza che curiosità.

 

Forse il raggonto più curioso del Tempio dei Lama sono le campane che cantano. Spesso i visitatori sentono il suono melodioso, quasi etereo, delle campane provenire dal Campanile, anche quando le campane non vengono suonate. Gli esperti di acustica che hanno studiato il fenomeno suggeriscono che potrebbe essere dovuto all’architettura unica della torre e alla composizione materiale delle campane, che creano un effetto di risonanza. Tuttavia, alcuni monaci credono che le campane cantino in risposta all’energia spirituale delle preghiere offerte nel tempio.

Non sono sicuro se sia un falso, ma le notizie riportano che negli ultimi anni il Tempio dei Lama ha attirato l’attenzione di scienziati e investigatori del paranormale desiderosi di alimentare interesse e dibattito su questi “misteri”. Mentre le telecamere a infrarossi e le apparecchiature di registrazione del suono hanno catturato immagini e suoni inspiegabili, gli scettici come me sostengono che questi possano essere attribuiti a fattori ambientali o suggestioni psicologiche. Eppure, per i monaci e i fedeli visitatori, i fenomeni mistici del Tempio dei Lama sono manifestazioni del divino, ricordi del mondo spirituale che coesiste con il nostro.

Indipendentemente da ciò, il Tempio dei Lama continua a essere un luogo di culto e meraviglia, dove lo spirituale e il misterioso si intrecciano. Sia che si creda alle leggende e alle storie di fantasmi o le si consideri come curiosità culturali, il tempio emana innegabilmente un’aura di incanto. Mentre i visitatori percorrono le sue antiche sale, viene loro ricordato che alcuni misteri rimangono al di là della comprensione umana, invitandoci a riflettere sulle forze invisibili che modellano il nostro mondo.

Ci ho trascorso un po’ di tempo con una Leica M11 Monochrom al collo, e una M7 di cui vedrò i risultati solo quando mi decido a sviluppare la decina di rullini che ho scattato.

 

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