Yважать Алексе́й

Alexey è morto poche ore fa. Quando la notizia mi è arrivata dalla BBC mi si è riempito il cuore di tristezza, e di rispetto per un uomo che non ha voluto cedere a nessun compromesso.

Alexey Navalny era una figura di spicco nella politica russa contemporanea, noto per il suo attivismo anti-corruzione e l’opposizione al regime di Putin. Nato il 4 giugno 1976 a Butyn, in Russia, Navalny è emerso come un importante critico del governo russo attraverso la sua incessante denuncia della corruzione e le sue richieste di riforme politiche. Il suo viaggio da avvocato a dissidente politico riflette il complesso panorama della moderna politica russa e le sfide affrontate da coloro che osano sfidare lo status quo, o a esporre un sistema liberticida attraverso un giornalismo critico, come Anna Politkovskaya.

L’ascesa alla ribalta di Navalny è iniziata con il suo blog, dove ha meticolosamente documentato casi di corruzione tra funzionari russi, oligarchi e aziende statali. La sua presenza online, unita al suo spirito acuto e alle sue critiche impavide, gli è valso un ampio seguito e lo ha affermato come una delle principali voci contro la corruzione in Russia. Le indagini di Navalny su casi di alto profilo come l’appropriazione indebita di fondi statali e la ricchezza illecita di funzionari governativi hanno avuto risonanza su molti russi disillusi dalla corruzione dilagante nel loro paese.

Uno degli sforzi più importanti di Navalny è stata la creazione della Fondazione anticorruzione (FBK) nel 2011. La fondazione mirava a indagare e denunciare la corruzione a tutti i livelli del governo russo ed è diventata una spina nel fianco dell’amministrazione Putin. Attraverso una combinazione di giornalismo investigativo, azioni legali e attivismo di base, Navalny e la FBK hanno attirato l’attenzione sulla corruzione su una scala senza precedenti, sfidando l’impunità di cui gode l’élite russa.

L’attivismo di Navalny, tuttavia, ha avuto un grande costo personale. Ha dovuto affrontare numerosi arresti, sfide legali e attacchi fisici orchestrati dalle autorità russe e da gruppi filogovernativi. Nel 2013, Navalny è stato condannato per appropriazione indebita in un processo ampiamente criticato, che molti consideravano motivato politicamente. Nonostante questi ostacoli, Navalny ha continuato a mobilitare sostegno attraverso i social media e le proteste di piazza, diventando un simbolo di resistenza contro le tendenze autoritarie del governo russo.

 

 

L’anno 2020 ha segnato una svolta significativa nella storia di Navalny. Nell’agosto dello stesso anno si ammalò gravemente durante un volo dalla Siberia a Mosca, provocando un atterraggio d’emergenza e il successivo ricovero in ospedale in Germania. Test condotti da medici tedeschi rivelarono che Navalny era stato avvelenato con il Novichok, un agente nervino sviluppato dall’Unione Sovietica. L’avvelenamento, ampiamente condannato come un tentativo di omicidio orchestrato dallo Stato russo, ha suscitato indignazione internazionale e rinnovata attenzione alla causa di Navalny.

Nonostante i gravi rischi per la sua sicurezza personale, Navalny è tornato in Russia nel gennaio 2021, per poi essere prontamente arrestato al suo arrivo. Il suo arresto ha scatenato proteste di massa in tutta la Russia, con migliaia di persone scese in piazza per chiedere il suo rilascio e denunciare la corruzione del governo. Il costante impegno di Navalny verso la sua causa, anche di fronte a tentativi di incarcerazione e omicidio, ha galvanizzato l’opposizione al regime di Putin e ha ispirato una nuova generazione di attivisti a sfidare lo status quo.

 

 

L’impatto di Navalny si è esteso oltre i confini della Russia, incontrando persone in tutto il mondo che condividono la sua visione di una società più giusta e trasparente. Il suo coraggio di fronte alle avversità serve a ricordare il potere degli individui di effettuare il cambiamento, anche nelle circostanze più opprimenti. Mentre la strada da percorrere rimane irta di sfide, la resilienza e la determinazione di Navalny mantenevano la speranza per un futuro più libero e democratico non solo per la Russia ma per tutti coloro che lottano per la democrazia e la responsabilità.

Il suo incrollabile impegno verso i suoi principi e la sua volontà di sacrificare la propria sicurezza per il bene comune gli hanno fatto guadagnare ammirazione e sostegno sia in patria che all’estero. Purtroppo lo hanno anche condotto alla morte, ma sono certo la sua eredità durerà come testimonianza della forza, del coraggio e della convinzione di fronte all’oppressione.

Yважать (uvazhat) Алексе́й, Rispetto Alexey!

Ho vissuto a Mosca dalla fine del 2005 al 2009, le foto che vedete le ho scattate in quegli anni (Leica M7, Summilux 35 e Kodak Tmax 400).

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