La nona vista di Xiaoxiang 瀟湘八景

Il People’s Park è un universo parallelo, e le lunghe scale mobili della MRT sono il suo portale di ingresso. Ti lasci alle spalle l’asettico ordine della Città Stato, ed entri in una bolgia sensoriale che ti accetta avvolgendoti. Il movimento si rallenta, le immagini sono persone che attraversano cinematograficamente il tuo campo visivo, dandoti la tridimensionalità che solo l’olfatto, e il calore al tatto possono offrire.

La Nona Vista di Xiaoxiang.  Ecco cosa mi viene in mente: dopo oltre un migliaio di anni, vorrei aggiungere una nuova immagine alle 8 classiche della tradizione pittorica e poetica Chinese.

Le Otto Viste di XiaoXiang sono delle rappresentazioni di paesaggi in quella che oggi è la Regione dello Hunan, nella China moderna. Molto conosciuti nella storia artistica e letteraria del Paese del Dragone, se ne ripercorrono le tracce fino al tempo della Dinastia Song, creando poi una corrente pittorica e poetica che ha influenzato la cultura classica per oltre un migliaio d’anni. Lo so, questo non è un paesaggio bucolico, ma più un brulicare di umani che relazionano i loro bisogni sulla base di uno scambio di merce per dollari: oggi sto vedendo in bianco e nero, e le immagini mi ricordano le copie ingiallite che ho trovato per anni nei mercati dove sono capitato in China.

Botta di cultura: sono andato a cercarne la descrizione (grazie, Wiki!), e sotto vi rimando ad un video che approfondisce la pittura paesaggistica Chinese, attraverso le opere esposte al Metropolitan Museum di NYC.

“The rain at night on the Xiaoxiang” (Chinese: 瀟湘夜雨), in the south (Xiang River area)
“The wild geese coming home” (平沙落雁), in Yongzhou
“The evening gong at Qingliang Temple” (煙寺晚鐘), in Hengyang
“The temple in the mountain” (山市晴嵐), in Xiangtan
“The snow in the evening” (江天暮雪), on the Xiang River in Changsha
“The fishing village in the evening glow” (漁村夕照), in Taoyuan County
“The moon in autumn on Dongting Lake” (洞庭秋月)
“The sailing ship returning home” (遠浦歸帆), in Xiangyin, in the north (of Hunan)

 

 

Il People’s Park mi affascina, e oggi sono con la mia compagna preferita, la Signora Tedesca a Telemetro, con il suo occhio magico, il Summa-Cum-Lux, e una pellicola che mi stupisce per la bellezza della resa super-pancromatica, la Rollei Retro 400s. Sono ormai quasi tre mesi che vivo a Singapore, e sono stato qui a Chinatown una dozzina di volte. Mi cominciano a riconoscere, e ad accettare come una presenza non più estranea, malgrado le mie dimensioni siano il doppio dell’ antropometrica standard di chi ho attorno.

Afferro una fetta di mango, maturo e dolce, e me lo mangio mentre mi muovo tra i nastri che ricordano a tutti che sono ormai 5 settimane di “soft lockdown”: nessuna possibilità di sedersi a consumare i pasti, almeno fino al lunedì prossimo. Le code davanti agli stalli sono l’indice del successo di specifiche gastronomie: dalla parte opposta della strada, davanti al tempio di Buddha Tooth Relic, in ogni ora della giornata ci sono almeno 40 persone che aspettano dei pacchetti di gamberi fritti. Dovrò trovare il coraggio di mettermi pazientemente in coda il prossimo weekend.

 

 

Ho scoperto Hands On Film, una start-up di due ragazzi con la passione per la fotografia, che hanno messo in piedi un laboratorio artigianale. Lavorano bene, malgrado l’aspetto che li colloca tra il naive e il fricchettone. Tre volte la settimana sviluppano, e un po’ di ore dopo ti mandano il link ai files scannerizzati. Puoi passare a prendere i negativi di persona o puoi farteli spedire. Sono nei vecchi quartieri della polizia, su a Pearl Hill, proprio alle spalle del People’s Park Complex, con una scalinata che ha visto tempi migliori.

Le foto che vedete sono sviluppate da loro, scattate con una Leica M7 e Summilux 35mm.

 

 

 

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