PANJIAYUAN – BEIJING DIARIES 1

Con quest’articolo comincio a raccontarvi della settimana che ho passato in China, a Beijing, dove – vista la stringente censura e controllo su internet – non sono stato in grado di accedere alla piattaforma WordPress e di pubblicare alcunché sul sito di NOCSensei.

Facciamo un rewind dalla fine: la domenica mattina sono tornato nel mercato di Panjiayuan con la Signora Tedesca a Telemetro (Monochrom) al collo. C’ero stato forse una quindicina d’anni fa ed ero un filo preoccupato di non trovare più nulla di quello che mi ricordavo, invece è un fantastico casino, guidato dal dialetto di Beijing, solo con il fruscio delle vecchie banconote ora sostituito dai QR code di WePay e AliPay.

Conosciuto anche come mercato dell’antiquariato, Panjiayuan è un vasto bazar situato nel distretto di Chaoyang a Beijing. Questo mercato, spesso definito “mercato sporco” o “mercato fantasma“, è rinomato per la sua vasta gamma di oggetti d’antiquariato, arte, artigianato e oggetti da collezione, e ciarpame assortito. Con una superficie di oltre 48.500 metri quadrati, Panjiayuan è uno dei mercati di antiquariato più grandi e popolari della Cina, che attira visitatori sia dalla città che da tutta la China (e pochissimi stranieri).

La storia del mercato di Panjiayuan risale agli anni ’90, quando iniziò come un piccolo ritrovo informale di venditori di oggetti d’antiquariato e di articoli di seconda mano. Nel corso del tempo, è diventato un sito più organizzato e ufficiale, guadagnandosi la reputazione di un’ampia varietà di prodotti e di un’atmosfera vivace. Oggi ospita oltre 3.000 bancarelle e negozi, offrendo un mix eclettico di articoli che riflettono il ricco patrimonio culturale, le credenze e la storia della Cina.

 

 

Panjiayuan è diviso in diverse sezioni, ciascuna dedicata a diversi tipi di merci.

La Zona Antica è forse la parte più famosa di Panjiayuan. Qui si possono trovare una sorprendente gamma di oggetti, da monete antiche, ceramiche e sculture in giada a calligrafia, dipinti e cimeli culturali. Alcuni degli oggetti venduti qui sono autentici pezzi d’antiquariato, meglio comunque prestare attenzione e ispezionare attentamente la merce, poiché riproduzioni e falsi sono talmente abbondanti da aver fatto guadagnare la nomea di “fake market”.

La Arts and Crafts Zone è un tesoro per gli appassionati d’arte e i collezionisti. Quest’area presenta una vasta selezione di artigianato tradizionale cinese, tra cui ceramiche dipinte a mano, ricami in seta, manufatti tibetani e opere d’arte ritagliate su carta. L’artigianato e l’abilità artistica esposti in questa sezione sono notevoli e offrono uno sguardo alle tradizioni dell’arte popolare cinese.

 

 

La zona dei mobili classici (in ristrutturazione e ampliamento) è un altro punto forte del mercato di Panjiayuan. Questa sezione è specializzata in mobili tradizionali cinesi, caratterizzati da intricati lavori in legno e design che richiamano le dinastie Ming e Qing. Si possono trovare tavoli, sedie, armadietti e paraventi di ottima fattura realizzati con vari tipi di legno, come il palissandro e l’ebano.

Nella zona delle sculture in pietra, ho visto una impressionante una varietà di sculture e incisioni in pietra, dal peso di pochi chili fino a qualche tonnellata delle stele alte diversi metri. Dalle statue di Buddha, a creature mitiche e intricati sigilli di pietra, mancano solo i nanetti da giardino per garantire una tassonomia completa.

Uno degli aspetti unici del mercato di Panjiayuan è la sua atmosfera: un brusio di negoziazione che raggiunge complessivamente svariati centinaia di decibel di compra-vendita, soprattutto nei fine settimana quando è più affollato. La disposizione poi all’aperto, parte sotto una grande struttura in metallo del mercato, ma la maggior parte riparata da ombrelloni, aumenta il suo fascino.

Nonostante i cambiamenti che stanno attraversano la China del dopo-covid e del neo-isolazionismo, il mercato di Panjiayuan conserva ancora il suo fascino autentico e caotico. È il luogo dove si può assaporare maggiormente la tradizionale “cultura del mercato” in China.

Come ho detto sopra, gli stranieri che ho incontrato durante tutta la settimana sono stati pochissimi, a fronte invece di vasti gruppi di Chinesi in visita nella Capitale: un vero assalto del “turismo interno”. Qui comunque, lontano dalle zone più eleganti e turistiche della città, l’atmosfera è ancora molto vera, tanto da ricordarmi i miei primi viaggi in questo paese, 25 anni fa.

Nel corso dei prossimi giorni vi racconterò altro del mio viaggio: stay tuned!

 

 

 

 

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