L’altra sera ho “grab-bato” un’auto, per tornare da Bukit Timah, a nord, verso l’ ostello che mi ospita sempre giù a Bugis, a Singapore.

Il neologismo italianizzato “grab-bare” (in inglese “Let’s grab [to that place], [to the restaurant], etc..”) deriva dall’app-piattaforma Grab che permette di prenotare una corsa in auto “ride sharing”, e oggi ancora molto di più, incluse le possibilità  ordinare cibo, prenotare alberghi ed effettuare pagamenti cashless. l”App è nata originariamente in Malaysia, poi trasferendo la sua sede a Singapore, e oggi copre tutto il Sud East Asiatico, diventando la prima start-up di quest’area a superare il valore di 10 miliardi di dollari.

Mentre scendevamo lungo la Dunearn Road, a cavallo tra i quartieri di Newton e Novena, il driver, in camicia a maniche corte con l’abitacolo portato a 16 gradi dall’aria condizionata criminale, mi ha detto “Lì a sinistra c’è il TTSH, il Tan Teng Seng Hospital, dove è morto il Dott. Hong Hok Su”.

Ong è considerato un eroe, e in questi giorni in cui le notizie sulla nuova epidemia scoppiata in China sono sempre più preoccupanti, in molti si ricordano il suo esempio ai tempi dell’epidemia di SARS nel 2003, che fece qui a Singapore 33 vittime, sulle Quasi 800 nel mondo.

Il primo di Marzo 2003 un uomo, al rientro da un viaggio a Hong Kong, venne ricoverato al TTSH per una forma anomala di polmonite, diventando il primo caso di quello che, un paio di settimane dopo, verrà chiamata SARS, quando i casi di contagio conclamato erano già saliti a 16, facendo diventare l’ospedale il centro di ricovero, cura e degenza di tutti i casi nell’Isola Stato. I casi registrati al 22 Marzo, solo 3 settimane dolo l’ammissione del primo paziente erano 44, su un totale di 740 individui in quarantena e osservazione.

Il padre del Paziente nr.1 muore il 25 Marzo, diventando la prima vittima di SARS a Singapore: il giorno successivo un pastore che aveva visitato il primo paziente dopo il ricovero è la seconda vittima. Tutte le scuole vengono chiuse e il 29 di marzo vengono istallate all’aeroporto di Changi le apparecchiature per il controllo della temperatura di tutti i passeggeri in arrivo, cosa che viene fatta da allora a oggi, per qualsiasi volo atterri: 69 milioni di viaggiatori all’anno (dati 2018).

Ong aveva accettato di isolarsi all’interno dell’ospedale, per prestare assistenza e cure ai pazienti. Conosceva il rischio che stava correndo: era preparato, aveva studiato in Australia e al St.Bartolomeus di London, prima di rientrare a Singapore, nel reparto di Cardiologia del Tan Teng Sang Hospital. La paura in città e nel mondo era tanta: addirittura i tassisti si rifiutavano di portarti anche vicino all’ospedale.

Quando scopri  di essere infetto è andato a salutare la sua famiglia, rimanendo chiuso dento la sua auto alla quale aveva fatto sigillare i vetri. Ong muore il 7 Aprile 2003, diventando la prima vittima medica della SARS. Il 30 Maggio 2003 la WHO dichiarò Singapore come territorio SARS-free, a il 16 Giugno il comitato ministeriale speciale costituito per combattere il virus viene sciolto.

Il nuovo virus fa paura, non c’è da stupirsene, e servirà uno sforzo globale per contenerlo e vincerlo: non c’è da stupirsi che il sacrificio di Ong sia oggi ancora più ricordato.

Foto: Leica M10, Chinatown all’imbrunire.

 

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