Ho aperto un’altra porta di un pezzo di vita, la porta di una vecchia shophouse nella Chinatown di Singapore, dove penso di vivere fino alla fine del prossimo anno almeno. Il quartiere mi ha accolto in tono sommesso, viste le chiusure e restrizioni ancora in atto per contenere la pandemia che da queste parti ha ripreso un buon vigore, ma questo non ha assolutamente scalfito suoni, odori, e immagini che fanno questa parte della città la mia preferita.

L’area era stata assegnata alla comunità di origine Chinese dal piano regolatore di Sir Raffles, disegnato nel 1822 solo un paio d’anni dopo la fondazione di Singapore: oggi ancora la maggior parte dei residenti sono di quella etnia, anche se lo sviluppo del turismo ha favorito l’apertura di centinaia di ristoranti e coffee houses, a fianco dei tradizionali stalli del People Park e del Chinatown Complex.

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A Singapore il passaggio dal tentare di avere zero contagi, con una chiusura monastica, a una strategia di considerare il contagio come endemico, sta passando attraverso una fase sommessa, dove il consiglio “statevene a casa tutti” è seguito con ordine, in aggiunta alla chiusura di alcuni wet market per pulizia e disinfezione.

La popolazione che, in termini normali, affollava mercati, stalli, club, coffee-shops, ristoranti e negozi, si è quasi azzerata, e girare dopo le 10 di sera è come trovarsi in una ghost town. Ho comunque scoperto una pasticceria che sforna mooncakes grandiose, con una coda ordinata di clienti per le 20 ore al giorno nelle quali è aperta. Ho anche scoperto che il ristorante sotto casa, che vanta specialità dello Si Shaun, brasa un livello di spezie che nemmeno i lacrimogeni delle manifestazioni a Milano durante gli anni di piombo possono raggiungere.

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Nella prima settimana nella nuova casa, nell’ordine, è morta la lavastoviglie, hanno cominciato a perdere i lavandini di entrambi i bagni. I vicini si son presentati e la coppia è un mix tra un atletico-alcolico australiano e una ipercinetica ultra-salutista asiatica, mi è morto il micro-onde, e la connessione internet non mi viene istallata fino a quando non pago la prima fattura della fornitura dell’acqua. Lol casino corre sul filo e la Signora Tedesca a Telemetro riposa pigra nell’armadio.

La bestemmia è a f1.4, a tutta apertura quindi. A presto …..

 

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