A Hong Kong i giudici stamani hanno emesso il verdetto: 14 condanne e due assoluzioni.

Il processo in corso contro gli attivisti a Hong Kong rappresenta una delle repressioni più significative contro il movimento pro-democrazia della città, accentuata dall’implementazione della legge sulla sicurezza nazionale nel 2020. Questa legge, che criminalizza atti di secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere, ha avuto un impatto devastante sulla libertà di espressione e di protesta a Hong Kong.

Diversi procedimenti coinvolgono attivisti pro-democrazia, tra cui figure di spicco come il giurista Benny Tai, l’ex leader studentesco Joshua Wong, e i leader di partito Wu Chi-wai e Alvin Yeung. Questi individui sono stati arrestati nel 2021 per il loro coinvolgimento in un’elezione primaria informale nel 2020, organizzata per selezionare i candidati pro-democrazia per il Consiglio Legislativo (LegCo). I condannati rischiano pene detentive fino all’ergastolo 

Il processo giudiziario ha attirato critiche per la mancanza di trasparenza e imparzialità. Gli attivisti e i loro sostenitori sostengono che i procedimenti siano politicamente motivati, volti a sopprimere il dissenso e a eliminare qualsiasi opposizione significativa al controllo di Pechino su Hong Kong. Il processo ha suscitato attenzione internazionale, con organizzazioni per i diritti umani e governi stranieri preoccupati per l’erosione delle libertà nella città 

Anche il sistema elettorale di Hong Kong ha subito modifiche significative per rafforzare l’influenza di Pechino. Nel 2021, il sistema è stato riformato per garantire che solo i “patrioti” che supportano il Partito Comunista Cinese possano candidarsi alle elezioni. Questo ha di fatto squalificato molti candidati pro-democrazia e ha portato a una diminuzione significativa della proporzione di rappresentanti eletti direttamente nel legislativo

La repressione non si limita alle figure politiche, ma si estende anche ai giornalisti e ad altri membri della società civile. Il magnate dei media Jimmy Lai, noto per la sua posizione pro-democrazia, è accusato di collusione sotto la legge sulla sicurezza nazionale, evidenziando le implicazioni più ampie per la libertà di stampa a Hong Kong.

Nonostante queste pressioni, esiste ancora una parte della popolazione che continua a resistere attraverso vari mezzi, inclusa l’advocacy internazionale e le manifestazioni pubbliche. Tuttavia, i rischi associati a tali azioni sono elevati, con molti attivisti che affrontano arresti, intimidazioni o l’esilio forzato.

Il processo in corso contro gli attivisti a Hong Kong segna una repressione severa del movimento pro-democrazia della città. La combinazione di leggi sulla sicurezza nazionale, riforme elettorali e procedimenti giudiziari mirati riflette la strategia di Pechino per eliminare l’opposizione e consolidare il controllo sulla regione. Per quanto possibile, anche se temo pochi risultati, la comunità internazionale deve continuare a monitorare attentamente questi sviluppi, sostenendo la protezione dei diritti umani e delle libertà democratiche a Hong Kong.

Le foto le ho scattate un anno fa, a Maggio 2023, con la Leica M11 Monochrom e Summilux 35mm.

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