È un bel po’ di tempo che non mi faccio sentire su queste pagine, ma da quando son tornato dal viaggio a Beijing, una serie di grattacapi, incluso anche un ulteriore trasloco che che sto per fare ad Abu Dhabi, mi hanno prosciugato.

Adesso comincio a rimediare.

Ho cominciato questo mio viaggio in modo abbastanza complesso: il mio volo si è trovato sopra Iraq e Iran quando son partiti i missili verso Israele, con la conseguente chiusura dello spazio aereo. Ci hanno lasciato proseguire e atterrare a Dubai, mentre la quasi totalità degli altri aerei ha dovuto invertire la rotta, o puntare verso destinazioni di sicurezza.

Poi (e lo so che cominciare una frase così è un crimine) la coincidenza per Singapore ha avuto, come conseguenza del gran casino che c’era nei cieli, 6 ore di ritardo. Sono atterrato nell’Isola Stato, mi son fatto una doccia, ho dormito una scarsa manciata di ore, e son ripartito per arrivare stamani a Phuket, in Thailandia: prima tappa di un vagabondare in Asia che mi guiderà fino alla metà di Novembre.

Son qui con altri sei colleghi, tutti vestali della Religione della Signora Tedesca a Telemetro, per raccontare il Vegeterian Festival che si tiene da stasera fino al termine della prossima settimana.

il Phuket Vegetarian Festival, è una celebrazione unica nel suo genere che fonde tradizione, spiritualità e cultura gastronomica. Ogni anno, la città si trasforma in un palcoscenico vivente dove migliaia di devoti, sia locali che visitatori, partecipano a una serie di rituali affascinanti e profondamente spirituali. Il festival, che affonda le sue radici nella comunità cinese di Phuket, è caratterizzato da una dieta completamente priva di carne, accompagnata da pratiche ascetiche e cerimonie volte a purificare corpo e spirito.

Oltre al cibo, il Vegan Festival è famoso per i suoi rituali estremi, come la perforazione del corpo e le processioni sacre, che simboleggiano la connessione dei partecipanti con le divinità. Attraverso questo reportage fotografico, ci immergeremo non solo nella spettacolarità visiva di queste cerimonie, ma anche nei gesti quotidiani, nelle espressioni di fede e nel senso di comunità che rende il Vegan Festival un evento irripetibile, dove cultura e spiritualità si fondono in modo indissolubile.

L’obiettivo è raccontare il festival non solo come un evento religioso, ma come un’esperienza culturale che sfida i limiti della resistenza umana, celebrando al contempo la compassione e la sacralità della vita in tutte le sue forme.

Stasera tutto comincia, e i fedeli che hanno completato il processo di purificazione, compiono l’ultima processione prima di entrare nello stato di trance che li porterà a sopportare delle gesta di autolesionismo talvolta raccapriccianti: la processione si snoda dai templi attraverso la città, accompagnato dallo scoppio di migliaia di petardi e fuochi d’artificio.

Vi racconterò nei prossimi giorni un’esperienza veramente incredibile di tradizione, devozione, spiritualità e follia

 

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