Domani parto per il Giappone.

Il piano è non avere un itinerario prestabilito ma farmi guidare man mano dalla curiosità alla scoperta di questo affascinante paese. Atterro a Tokyo, ci passo una notte per raccattare il Japan Rail pass, e cenare con un vecchio amico, e poi volo verso l’incontro con le tradizioni Aniu, la natura e il cibo dell’isola di Hokkaido. Mi sposterò in treno, bus, auto e quant’altro possa portare me e la Signora Tedesca a Telemetro a raccontare le mie giornate.

L’idea è scendere lungo la costa occidentale, con puntate verso l’interno rurale, e arrivare giù fino a Kagoshima dopo quasi quattro settimane di viaggio in solitaria. Parto solo con uno zaino, 45 litri, con le dimensioni massime per essere accettato come bagaglio a mano: un solo corpo macchina con una paio di lenti, un iPad e un telefono sono tutto il peso concesso.

È il viaggio per celebrare un cambio di vita.

Qualche giorno fa ho chiuso la mia lunga esperienza lavorativa, una decisione presa a metà dell’anno scorso, e sulla quale nessuno scommetteva. Apro un nuovo capitolo, e sono certo sarà avvincente come i precedenti, ma anche completamente diverso.

“Change is the law of life. And those who look only to the past or present are certain to miss the future” [JFK]

 

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