Calma ed equilibrio.

Si, calma ed equilibrio, queste sono le prime parole che mi sono venute in mente quando, seguendo Mully (il mio Caronte qui a Bali) dentro un portone, e aggirando il muro con uno specchio che, nella credenza popolare dovrebbe tener lontani e spaventare gli spiriti maligni, sono entrato in un lindo cortile nel quale sorgevano diverse costruzioni con tetto in paglia.

Spazi, forme, orientamento, tutto ha un suo senso esoterico, e confesso che ho fallito nel seguire le spiegazioni che mi descrivevano come comprendere un’armonia tra simboli e funzioni.

 

 

Sono stato presentato al capo famiglia, che ha voluto mostrarmi la cucina, dove il fuoco era acceso sin dallo scomparire della notte, e le scorte di riso, appese ad essiccare e lontano dal poter essere aggredite da roditori o uccelli.

Il porcile è vuoto: il maiale è stato usato come moneta di scambio durante i due anni nei quali la pandemia ha congelato le attività qui a Bali, e la gente ha letteralmente tirato la cinghia.

 

Il Bale Manten è la camera da letto principale, dove il mio ospite entra per indossare gli abiti tradizionali, prima di portarmi nello shrine di famiglia, il Sanggah, dove drappi bianchi e gialli ornano i baldacchini votivi.

Calma, equilibrio, armonia e silenzio: sembra di essere entrati in un universo parallelo: La Signora Tedesca a Telemetro è qui con me, per aiutarmi a vedere ciò che è impresso sulla mia retina.

 

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