Con 87 gradini raggiungo Daniel nel suo nuovo laboratorio: è il terzo che gli vedo cambiare, nel paio d’anni che lo conosco. Finalmente questo ha un lavandino in metallo, acqua corrente, e uno scarico che gli evita i continui viaggi verso i bagni comuni delle Upper Baracks, il vecchio quartiere della Polizia alle spalle del People’s Park a Chinatown.

Vedo l’attrezzo da cucina “sous-vide” che spunta: il controllo della temperatura, indispensabile per il suo lavoro, è ancora un po’ naive, ma i risultati mi dicono che funziona.

Si, perchè Daniel, in una intervista che recentemente ha dato, si definisce come fondatore e CEO di Handsonfilm, una società che produce pellicole fotografiche, gestisce un laboratorio di sviluppo di negativi sia B&W che colore, oltre ad organizzare laboratori e workshop. Quello che non ha aggiunto è che ne è anche l’unico factotum e dipendente: comincia a lavorare nel primo pomeriggio e stacca la mattina alle 6, quando io esco per la mia routine di sport.

 

 

Una passione, prima che un lavoro, ma affrontata con intelligenza e sensibilità, creandosi una buona base di affezionati clienti nei 3 anni di vita di questa sua avventura. Una passione ereditata dalla madre, che anni fa gestiva un micro-laboratorio di sviluppo e stampa, quando prima la fotografia digitale, e poi la diffusione dei telefonini, hanno spazzato via un mercato che dava spazio a diversi piccoli artigiani qui a Singapore.

Bello il contesto che ha creato, dalla “deposit box” dove lasci i tuoi rullini, in piccoli sacchetti da freezer, scrivendoci sopra il tuo nome o account Instagram/Carousel, all’insegna al neon, al divano e paio di sedie (ma molto più spesso ci si siede per terra), che ti invitano a fare due chiacchiere sulla passione che accomuna soprattutto i giovani qui. Bella la tranquillità con la quale Daniel ti accoglie e bello incontrare altri individui anacronistici come me, che portano appese al collo una cacofonia di macchine e obiettivi, accomunati solo dal fatto di montarci dentro una pellicola

Abbiamo messo anche in piedi dei “film walking tours”, durante i weekend: workshop guidati da un grosso tizio pelato, che si snodano nei quartieri più tradizionali di Singapore come Little India, Chinatown e Katong. Diventano, per i locali, l’occasione di scoprire parti della loro città, e soprattutto per vincere timidezza e ritrosia che hanno nell’affrontare i soggetti in strada. A Maggio, per festeggiare i tre anni di attività di Handsonfilm ci sarà anche un concorso fotografico sul tema del mantenere documentata e viva una parte di questa città che sta velocemente cambiando.

Foto? Ovvio gli originali siano su pellicola (una Kodak Tmax100, che malgrado sia scaduta da tempo, mi ha graziato delle attenzioni nell’ averla conservata in frigo), scattati dalla mia Signora Tedesca a Telemetro preferita, la M7 con il suo vetro Summa Cum Lux 35mm.

 

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