Tempo d’Artista

Gioverà chiedere agli storici della fotografia: quali accorgimenti adottavano i fotografi d’epoca per fare stare lungamente in posa i soggetti umani?

Sì, un po’ lo sappiamo: per esempio mettevano dietro la nuca del/della posante un aggeggio a svolgimento superiore circolare dalle sembianze intermedie tra un utensile da parrucchiere ed uno da dentista.

Poi c’era il problema di nascondere alla vista tale accessorio, e la cosa poteva essere studiata sul posto, oppure tramite interventi postproduzionali che allora avevano il sapore dell’acrobazia.

Niente a che vedere con l’odierna disarmante facilità, in giorni in cui esistono action camera a prospettiva sferica che riescono addirittura ad elidere il bastone di sorreggimento già nel file che l’utente apre.

In ogni caso, tempi.

Tempi d’otturazione interfacciati a quelli umani di mantenimento della compostezza.

Una delle due fotografie a corredo di questo brano – quella banale, meramente esemplificativa – ha comportato l’apertura del varco alla luce per la durata di 0,63 secondi.

Lo scopo di questa immagine è mostrare un punto d’incontro possibile tra il mantenimento umano dell’immobilità e quello della resa acquea setosa: con un tempo più prolungato l’umano rischia di muoversi, con uno più breve l’acqua serba ancora una nervosità che può essere indesiderata.

Sin qui, algidi tecnicismi.

Poi però c’è il Tempo d’Artista.

Sì, come nel titolo di questo articolo.

Il Tempo dell’Artista, essendo Sue Trower una avvenente esponente della metà gentile del mondo.

La misura è cangiante.

S’attaglia ad emozioni, sintassi, intendimenti.

E qui l’intendimento è la Poesia.

Sue voleva che l’acqua avesse quell’aspetto, quel colore, quel dinamismo.

Seriche sfilacciature.

Trame quasi tappetuali.

Linee morbide e tese ad un tempo.

L’umano resa cosa in quanto ragnatelica siluetta, ma vibrante di consapevole gesto.

Ecco, un canto in sé conchiuso.

Perché armonico, ma anche peculiarmente univoco.

Ogni elemento dell’arazzo – compresa l’evocazione di matericità solida anzichè liquida – concorre alla musica dell’insieme.

L’universo imperituramente danza.

La Fotografia, quando l’esito è Alto, introita e cattura.

 

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Claudio Trezzani

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