Spedizione & Comparazione

Alle sessioni dronuali giova essere organizzate come spedizioni militari: meteorologia, logistica, obiettivo.

E quando l’obiettivo è la torinese Mole Antonelliana, l’occasione è propizia per un parallelo con quanto conseguibile mediante una attrezzatura “terrestre”.

Troneggiante sopra la riva sinistra del Po vi è un santuario il cui spalto proficuamente svolge la funzione di postazione per ritrazioni con fotocamera issata su stativo. Vi sono tuttavia due inconvenienti:
1) la postazione è verticalmente ortogonale con la sezione mediana della cupola antonelliana, quindi un po’ bassa rispetto allo sviluppo totale del manufatto;
2) la postazione coglie la Mole su di uno spigolo, e ciò va a discapito della rappresentazione dei due celebri tempietti sovrapposti.
Qui entra in scena il drone: esso consente di ovviare ad entrambe i problemi, sia portandosi ad una posizione di perpendicolarità rispetto ai lati del monumento (e scegliendo il lato più opportuno rispetto alle condizioni di luminosità della scena), sia selettivamente elevandosi (oltre che avvicinandosi od allontanandosi) di volta in volta prescegliendo lo stadio altitudinale corrispondente al particolare architettonico che si vuole evidenziare. Le quattro foto a corredo di questo articolo illustrano la situazione.
Per ciò che attiene ritrazioni panoramiche della città di Torino, segnalo – qui in www.nocsensei.com oppure nel suo canale YouTube – l’eccellente brano di Gerardo Bonomo, nel quale si mettono a confronto scatti effettuati con Hasselblad dotata di magazzino 120 oppure dorso digitale.

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