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Soverchianti limitazioni

Il drone si stava occupando di navi. Sorvolando il sito prescelto e accingendosi a vagliare il tema complementare delle gru ad impiego commerciale, si è imbattuto in un soggetto assai promettente: lo scacchiere cromatico rappresentato dall’accatastamento di container sul molo.

C’era molto da lavorare e l’ha fatto. I risultati? Disastrosi, come si evince dalle foto a corredo di questo brano. Ciò fornisce l’occasione per affrontare il tema in un contesto ben più ampio.

Concentriamoci su due cifre di massima, pur nell’ovvia imprecisione della loro individuazione: cinquecento e diecimila euro. Il mercato dei droni odiernamente è così strutturato: al di sotto dei cinquecento euro abbiamo droni che spesso costituiscono autentiche mine vaganti: senza funzionalità GPS, appena perdono il contatto con il radiocomando subito divengono oggetti incontrollabili potenzialmente predisposti ad arrecare danno. Al di sopra dei cinquecento euro le doti di volo migliorano molto, segnatamente sotto il profilo della sicurezza.

Purtuttavia, le prestazioni fotografiche sono ancora lontane dal risultare apprezzabili.

Avvicinandosi ai duemila euro fanno la loro comparsa sensori che strappano un giudizio di accettabilità, ma la limitazione è quella che appare evidente nelle foto allegate: imperano ancora la focali grandangolari, il che in molte situazioni in visione zenitale determina l’impossibilità di ottenere risultati soddisfacenti. In un precedente articolo mi ero occupato degli inconvenienti in visione frontale, ma in quella zenitale i problemi sono ancora maggiori.

Vi è anche da considerare che spesso gli obiettivi a corredo sono dei “quasi/fish eye digitalmente tirati a rettilinearità”: con appositi software è possibile rilevare quanta differenza intercorre tra la prestazione ottica originale e l’interpolazione operata dal costruttore. Tutto ciò considerando si registra una situazione relativamente paradossale: la sacrosanta facoltà di selezionare la focale desiderata, concessa anche alla più umile fotocamera entry level dal prezzo di cento euro, qui non è data.

Approdiamo allora alla summenzionata cifra di diecimila euro: attualmente è ciò che occorre sborsare per avere un drone nuovo dotato della possibilità di intercambiare gli obiettivi.

La cifra di listino in partenza risulterebbe sensibilmente inferiore, ma nella realtà il fotografo/videografo attento sa che non è possibile prescindere da determinati accessori, la cui assenza inficerebbe l’intento professionale.

Siamo dunque ancora in una fase pioneristica nella quale scorie di dilettantismo s’intrecciano a un non ancora completo affrancamento dallo schema iniziale improntato a un impiego da action camera.

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