Sono su di una diga. Non mi attrae la letteralità documentativa.

Poi però scorgo una promettente possibilità isolatoria.

Scelgo, escludo.

Situo ciò che ritraggo in una situazione di ondeggiante irriconoscibilità: qualcuno individuerà il raffigurato come parte di un insieme, e da qui risalirà alla primigenia funzione, qualcuno no.

Ma ciò è fuorviante: il materiale è divenuto “cosa altra”.

Non siamo più al “cosa serve”, conta ciò che evoca.

Ma per depurare occorre esercitare rigore: scartare qualsiasi inquadratura che contenga dissonanze, non permettere che la coesione sia intaccata.

Perseguire con pervicace ostinazione una essenzialità mondata da spinte centrifughe.

Parlare un linguaggio univoco.

Porre l’asciuttezza  – frutto di sintesi – al servizio della visione altrui, il cui irraggiamento è potenzialmente infinito.

 

All rights reserved

Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/account/artworks/874534

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here