Rappresentazione & fruizione

Le due foto a corredo di questo brano presentano un problema di relazione sia reciproco che esterno, sintetizzabile nel quesito: rappresentano davvero Livorno (città ove sono state realizzate)?

Ciò in quanto da una parte la loro relazione reciproca afferisce tanto alla figura retorica della sineddoche quanto a quella della metonimia, in un rapporto ove parcellizzata quantità non esaurisce il contenuto complessivo (la visuale allargata aprendosi ad eterogeneità).

D’altra parte l’analisi del contenuto pare rimandare ai “non luoghi” teorizzati da Augè. Semplificando: una flotta mercantile rimane identica che attracchi in un porto o in un altro, e anche i manufatti portuali tendono ad omogenea assimilazione; d’altra parte la visione aerea ci svela anche dell’altro.

Questo ci porta ad una ulteriore istanza, quella della fruizione: il drone permette una democratizzazione della percezione . E lo consente a due livelli: quello dello conduttore del dispositivo e quello dei destinatari degli immagini.

Con ciò intendendo: divengono attingibili vedute al di là dell’ordinaria esperienza della terrestre deambulazione o trasporto motorizzato, consentendo una possibilità di valutazione del visibile su base espansa. Non a caso ho definito il fenomeno “democratizzazione della percezione”: vi è storicamente una sorta di “prodromo atecnologico” di questo tipo di fruizione, ma era ristretto a pochi.
Risale alla Francia di Luigi Quattordicesimo e sarà oggetto di successiva disamina.
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