Quella strana orbitazione

Tempo trascorre, limiti permangono.

Eppure la tecnologia è sempre benedetta, quando funziona.

Ed i software sono in continuo progresso.

Lo si vede con incoraggiante evidenza nel campo automobilistico.

E per cose di vitale – letteralmente – importanza.

Adaptive cruise control, emergency breaking, blind spot assist, lane center assist, quelle sante cose lì.

Fioritura che avviene anche in ambito dronuale.

Ma intollerabili difetti persistono.

Orbitazione, tasto tuttora dolente.

Sapete, l’etimologia latina richiama un cerchio (orbis).

Cerchio di ruota, una cosa terrestre.

Ma qui s’ha da andare in cielo.

Forse gli attuali software che rendono automatica l’orbitazione attorno ad un oggetto si sono fatti influenzare dalla faccenda delle ellissi, planetariamente.

No, neppure quello.

Semplicemente, non funzionano ancora bene.

Velo pietoso su quando costringono ad inclinarsi un poco verso il basso, sennò non procedono.

Esacerbata esecrazione di quando iniziano, e subito dopo desolati dichiarano forfeit, uscendo lateralmente di scena come in uno spettacolo mal riuscito.

Ma c’è ancora di peggio.

E’ di quando perseverano e non tengono il centro.

Cioè il più delle volte.

Sì, il più delle volte.

Basta l’occhio nudo, ma giova sovrapporre una croce al centro sullo schermo del dispositivo.

Un pò, ce la si fa, molto si svicola.

Allora, ad amaro malincuore, tocca ritornare alla manualità sui joysticks.

Una modalità extralenta aiuta, ma non è frequente trovarla sui droni prosumer (peggio ancora sui consumer).

Perché così un comando può rimanere fisso a fondo corsa, mentre il tentativo di fine calibrazione è demandato interamente all’altro.

Tutte le orbitazioni in questo filmato le ho eseguite – ahimé – manualmente.

Non sono certo perfette, ma affidandosi all’automatismo sarebbero state ancora più deludenti.

Orsù, dunque, sviluppatori, migliorate la specifica messa a punto, per favore.

Perché il computer non possiede il tasso d’umana fallacità.

Lo sappiamo, e questa sua virtù è preziosa in ambito automobilistico, dicevo.

Ma il percorso d’ottimizzazione esiste anche per lui.

Ed il cammino, nei casi evocati, non è ancora giunto a compimento.

 

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Claudio Trezzani

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