Quando chi guarda è Re

Un giorno – a casa mia e con qualche pasticcino davanti – riflettevo con gli eccellenti Sandro Iovine e Gentile Signora quanto fosse presente il rischio per la critica insito in ciò che appellai “sovrainterpretare”.

Si tratti di una fotografia, di un dipinto, di qualsivoglia opera destinata all’oculare rimirazione, l’eventualità che chi recensisce veda cose a cui l’autore non aveva pensato è tutt’altro che remota.

Cose che ci sono, o no?

Quest’ultimo interrogativo rischia di condurre fuori strada.

Perchè “esserci” è verbo riflessivo che va valutato in rapporto alla scatenabilità delle forze in gioco.

Forze psichiche, che per loro natura non conoscono confini od appartenza altra da sè.

Così, gli esiti possono risultare impreveduti in maniera folgorante.

Siamo approdati alla fotografia a corredo di questo brano.

Realizzata zenitalmente da un drone, ritrae una boa da ormeggio legata ad un cima.

Ciò prima che Marco Montironi avesse occasione di guardarla.

Pittore, liutaio, persona di proteiforme e spiccato talento.

Volete sapere cosa ci ha visto in questa immagine?

Ecco: “La luna con una fune per arrampicarcisi. Pure il foglio per firmare l’arrivo”.

Basta, come direbbe Achille Campanile.

Analizzare ulteriormente, nuocerebbe.

Siamo al cospetto di una sferzata di genio che parte da un oggetto per esplodere in un sublime, deflagrante lirismo.

Ecco, la fotografia.

Titilla lo spirito, e quando questo è grande, chi guarda è Re.

 

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Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/claudiotrezzani

 

 

 

 

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