Principiò a Saint Loup de Varennes.

Joshep Nicéphore Niépce realizza una eliografia che raffigura una veduta dalla finestra di casa sua: da lì si suole far storicamente partire l’entusiasmante avventura della Fotografia.

Quel potente squarcio fra tetti rimarrà impresso nella mente di molti, ma oltre alla fondamentale e fondante importanza dell’evento, quella ritrazione reca un fascino particolare legato al soggetto.

È un musicale obbligato non però insuscettibile di variazioni: anche se la visuale è sempre quella – e persino se non contrappuntata dal passaggio di soggetti animati – c’è un modo per muovere l’immutabilità di ciò che si vede dalla finestra di casa propria: fare ricorso alla meteorologia.

Vento, pioggia, persino un fulmine.

E poi la notte, con la sua azione purificante.

Con una finale sfocatura, che rende intima fiammella ciò che s’originò come riflesso a terra:

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