Ove volgere lo sguardo

Uno zaino ben studiato, di quelli in cui gli scomparti sono scomparti, mica fluttuanti evanescenze.

Sì, ma ben studiato per cosa?

Lo sappiamo, ogni sessione richiede attrezzatura apposita.

Poi ci sono compulsivi abbracci olistici, afflati di pancomprensività, deliri d’onnipotenza.

Della serie portare non proprio tutto, ma molto.

Come un senza casa che porta in giro la casa.

Ma gli è che la realtà è complessa, come diceva un celeberrimo statista del secolo passato.

E prevenire è meglio di sguarnire.

Perché non si sa cosa s’incontrerà.

E soprattutto, come il nostro occhio duellerà con la mente.

Tutto nello stesso scorcio di pomeriggio, luoghi lontani ma ciascuno insistito.

Voli con drone.

Riprese con camera meccanicamente stabilizzata.

Una reflex con subitanei cambi di lenti.

Una mirrorless con una versatile focale fissa.

E nei luoghi, temi.

Già, temi.

Esito ad introdurre il lemma.

Perché costringersi entro binari può risultare soffocante.

Aria presa da fuori, ed ottusamente introitata.

Per respirare di più, una soluzione c’è.

A parità di sito, differenti approcci.

Ma non necessariamente approcci che ci si è dati.

Cavalcare ciò che capita, ecco.

Che non si sospettava dovesse accadere, meglio.

Che si è sposato, una volta palesato.

Che esula dal suggerimento funzionale scaturito dalla sintassi del veduto, ove a rappresentazioni corrispondono prassi.

Ecco, la scia di un aeroplano graficamente dialoga con vaporosità.

Niente di folgorante, ma almeno ci è deciso di volgere il capo all’insù.

Poi, l’inaspettato.

Un inaspettato figlio di focale indagatrice, ovvero lunga.

Il tono tramuale è di un serpente.

Ed invece è una persona.

Anzi, non lo è più.

Ora è un intreccio virtuosamente reificato.

Il collo non è più collo, ma supporto per arazzo.

E i colori danzano frenetici, indecisi se partecipare all’orgia del segno od indulgere alla lussureggiante cromaticità.

Sì, la realtà è complessa.

Anche perché ciascuno porta fuori il suo dentro.

Facendolo, piega un altro fuori.

Uscire, è liberazione.

 

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Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/claudiotrezzani

 

 

 

 

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