Non senza osso del collo

E’ lecito in uno stesso filmato accostare sequenze “terrestri” a quelle dronuali?

Sì, perché potrebbe ingenerarsi l’equivoco che anche le porzioni a pelo d’acqua sono state effettuate dal drone, e questo non renderebbe giustizia – sul diagramma MTF, intendo – del microcontrastato Fujinon 90 mm f 2 su stativo issato.

Per ottenere etica licenza di effettuare la summentovata operazione occorre dunque dichiarare la promiscuità dei dispositivi impiegati, e sono qui apposta ad ottemperare: i primi diciotto secondi del filmato sono stati effettuati con fotocamera “terrestre”.

Ciò pone un altro problema: è lecito rischiare l’osso del collo per raggiungere una postazione di ritrazione interessante?

Beh, io – dal perfetto incosciente che so essere – lo faccio routinariamente.

E il drone, è lecito rischi il suo osso del collo, volando?

Beh, sono peccatore anche in tal senso.

Forse perché il mio drone non ha né ossa né collo.

Epperò occorre considerare circostanze attenuanti che sono anche accorgimenti funzionali al risultato.

Esemplificativamente: con nebbia, sapere che i sensori d’evitamento ostacolo con alta probabilità non funzioneranno.

A meno che siano ad infrarosso, ma si tratta di una tipologia minoritaria, che inoltre non gradisce il veloce avvicinamento.

Considerare un crimine contro l’umanità già perpetrato, e rispetto ad esso adottare contromisure.

Crimine contro l’umanità già perpetrato?

Sì, la faccenda che talune modalità di volo ultralento su certi droni sono spariti.

Certo, è spesso possibile configurare finemente la risposta dei joysticks, ma non si ottennerà mai la progressività – virtuosamente bradipesca – delle succitate modalità.

Sforzarsi di rimanere sempre in “line of sight”, giusto per cedere alla provinciale (sì, è un provincialismo all’in contrario…) tendenza ad abiurare la propria madrelingua.

Sforzarsi, dico, perché si tratta di una prassi che può rivelarsi limitativa, anche se assai raccomandabile sotto il profilo della sicurezza.

Eccomunque, in Videografia come in Fotografia il bel tempo è quello brutto.

Sì, il bel tempo è quello brutto.

E’ cosa buona e giusta far volare il drone quando il cielo è gravido di nembi, sol badando a che non piova.

Sapete a Caspar David Friedrich sarebbe piaciuto un drone.

Certo, non avrebbe potuto salirvi a cavalcioni.

Avrebbe però assai gustato – lui che, bastonmunito, se ne stava impettito tra rocce – quel carnal modo di farsi baciare, lassù, da fumi e rupi.

 

All rights reserved

Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/claudiotrezzani

 

 

 

 

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo sito web può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in alcuna forma e con alcun mezzo, elettronico, meccanico o in fotocopia, in disco o in altro modo, compresi cinema, radio, televisione, senza autorizzazione scritta dell’Editore. Le riproduzioni per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da New Old Camera srl, viale San Michele del Carso 4, 20144 Milano. info@newoldcamera.it
All rights are reserved. No part of this web site may be reproduced, stored or transmitted in any form or by any means, electronic, mechanical or photocopy on disk or in any other way, including cinema, radio, television, without the written permission of the publisher. The reproductions for purposes of a professional or commercial use or for any use other than personal use can be made as a result of specific authorization issued by the New Old Camera srl, viale San Michele del Carso 4, 20144 Milan, Italy. info@newoldcamera.it

©2023 NOC Sensei – New Old Camera Srl

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Alert: Contenuto protetto!