Nel solco della Settimana Enigmistica

Ora non li numera più.

Prima, li contava.

Sto parlando della Settimana Enigmistica e dei suoi fatidici tentativi d’imitazione.

Un tempo dichiaratamente ne annoverava 205.

Il team di Timelab Pro non è arrivata a tanto, ma là fuori smania una pletora d’emuli, in attesa di sfidare e vincere il pistolero più veloce delle aride lande americane.

Ma non è americano il team di Timelab Pro.

È russo, ed è il migliore del mondo.

Mi ero già occupato di questa casa di produzione che realizza filmati con droni.

Ma con il recentissimo ha attinto nuove vette, anche metaforicamente.

Risultato lusinghiero per gli autori medesimi, ma non privo di conseguenze per l’intero mondo delle ritrazioni traverso velivoli a pilotaggio remoto.

Il problema è il linguaggio.

Problema per gli antagonisti, ma non per loro.

Nell’universo dronuale un non esiguo gruppo di conduttori proviene da esperienze incentrate sul volo istesso, non sulla cattura di fotografie e filmati.

Lo sconsolante risultato è che ancora prevalenti sono esiti sgrammaticati, privi di sintassi, d’intenzione espressiva, di coesione interna.

Nessuna di queste istanze difetta in Timelab Pro, con in più una cifra stilistica assai definita e riconoscibile.

Avevo già spiegato in questa rubrica in cosa essa consiste, e qui non mi ripeterò.

Ma con questo video che verte su vedute aeree della città di Istanbul il team di TP ha spinto più in profondità la sua ricerca.

Vedute aeree, ho scritto.

Il sostantivo rischia di non restituire il dinamismo connaturato a questo tipo di riprese.

Si badi: non dinamismo acrobatico.

Sebbene in questo filmato si notano riferimenti di stampo simil/FPV (brevi incursioni con orizzonte inclinato), la società di produzione russa non ha nulla a che spartire con le assatanate, inconcludenti e spesso pericolose evoluzioni di mezzi a mobilità incrementata.

Con TP il gesto non è nè fine a sé stesso ne al servizio di una entità terza.

Il gesto, con loro, è consustanziale al linguaggio.

Azione e stasi fanno entrambe parte di un bilanciato disegno complessivo.

Stasi?

Parrebbe lemma incongruo, chè il movimento si fa motore della ritrazione.

Con loro, epperò, la stasi si esplica nel rallentato indulgere a particolari di momentanea fascinazione.

Particolari di momentanea fascinazione filtrati col personale timbro di TP, che ora – accanto alle peculiari scelte cromatiche –  si apre a inedite scelte inquadratorie.

Il fattore non è secondario: intendiamo o meno appellarla “maturazione”, questo ampliamento delle munizioni presenti nella faretra di TP apporta all’intero ambito dronuale fecondi suggerimenti acciocchè ciascuno nel settore renda la propria visione maggiormente meditata.

E di una tavolozza idiomatica più consapevole e compiuta vi è virtuosa necessità, nell’affascinante microcosmo dei multirotori.

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Claudio Trezzani

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