Metaforica Elevazione

Non da ora lo affermo.

Ora colgo indizi evolutivi.

A cosa mi riferisco?

Alle ritrazioni dronuali con ambizioni di linguaggio.

Ambizione degna del risultato, nel caso di Bernard Pulcini.

Sapete, il mercato dei droni non professionali si è originariamente modellato attorno agli amanti del volo.

Ben presto, però – con l’adozione di dispositivi di cattura ottica – l’utenza s’è allargata a coloro cui piace non solo vedere il mezzo librarsi, ma anche ottenere immagini dal punto di vista della camera artefice della summentovata cattura.

Certo, già assistere traverso mediazione di schermo a prospettive volatili solletica prurigini icariche.

Ma è con l’atto di fissare tali visioni che il fenomeno reca in nuce il territorio dell’espressione.

L’offerta commerciale al riguardo è purtroppo tuttora caratterizzata da prevalente inadeguatezza, con precipuo riferimento alla non varietà di focali disponibili.

Del resto, è proprio tra gli utilizzatori che si registra ancora una diffusa immaturità quanto ad approntare esiti sintatticamente convincenti.

Ove l’intento sia ludico, e tuttavia, il processo non presta il fianco ad eticheggianti rampogne.

Ma vi è chi s’eleva.

Praticamente e metaforicamente.

Bernard Pulcini, dicevo.

Il suo drone sosta sopra battigia.

Non prediligo lievi rotazioni, ma poi appuro che il lembo conclusivo dell’acquea spuma è esattamente parallelo alla gamba destra della modella.

La quale indossa abito dello stesso colore della sabbia.

La carnagione s’incammina verso il bianco delle onde, e persino la tricologica dotazione cromaticamente e matericamente aderisce alla tinta del suolo.

La cifra stilistica è high key, il che non significa che siano visibili bruciature delle alte luci, così insidiose in questa tipologia di scenari.

Il morbido abbandono del soggetto umano ben s’armonizza con il placido, suadente abbraccio dell’elemento liquido verso quello caratterizzato da soffice matericità.

Un prova assai convincente, insomma, di sopraffina calibrazione.

Ecco, la strada è tracciata verso la dronuale appropriazione del platonico iperuranio.

Anche perché la tecnica vocazione dei nervosi elicati è protendersi verso lassù.

 

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Claudio Trezzani

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