Matematica per il cielo

Non mi risulta gli uccelli posseggano rudimenti di matematica e geometria.

Eppure ce ne sarebbe di materiale per loro, quando volando guardano giù.

Archeologia industriale.

Tipicamente, capannoni originariamente adibiti a produzione convertiti in contenitori per servizi.

Sulla loro sommità, mattone e aggiunto metallo.

Tre fotografie a corredo di questo brano, rese possibili dalla visione zenitale del drone.

La prima, la più articolata.

La scansione dei tetti sarebbe regolare, ma le porzioni non tegolate – quelle di rosso vivo –  si estendono per superficie che inficia la simmetria generale. La regolarità è dunque relegata al sottoinsieme che dette porzioni costituiscono, e alla cadenza dei quattro lucernari, tuttavia decentrati. La parte regolata, poi, presenta ulteriori inprogressività.

La seconda fotografia.

Esitate prima di affermare che Euclide e Cartesio esulterebbero.

Poiché pare un trionfo di limpida linearità, ma non lo è.

Se la riga nera orizzontale taglia perfettamente le due teorie di tetti pannellature, ed altrettanto fa la sua perpendicolare blu, i vari tasselli non godono di simmetria né formuale né numerica.

Siamo approdati alla terza fotografia.

Solo qui Euclide e Cartesio esulterebbero, nonché il protagonista di Rain Man.

Perché qui niente turba l’equilibrio generale.

Qui sì abbiamo un trionfo di corrispondenze.

A domanda segue risposta, a quantità equivalenza.

É questo un lato dell’astrazione gradatamente conseguita: il segno si è depurato scrollandosi di dosso incongruenze residue.

Vedete, ho nominato matematica e geometria, Euclide e Cartesio.

Perché tutto è linguaggio, ogni esperienza visiva e sonora è riconducibile a valori misurabili.

La Fotografia si inserisce nell’incessante flusso, pronta al seducente ossimoro  di eternare con istantanea scelta.

 

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Claudio Trezzani

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