L’obbligo dei mezzi

Obbligo di circolazione con catene a bordo.

Su questa falsariga, obbligo di possedere due droni differenti.

Purtroppo, lo sappiamo: l’impossibilità per la stragrande maggioranza dei droni di montare obiettivi intercambiabili nuoce gravemente alla salute dronuale.

Di ciò mi ero diffusamente occupato sotto il profilo delle facoltà espressive.

E anche sotto il profilo dei presupposti tecnici.

Talvolta il summentovato limite può addirittura comportare sostanziali rinunce operative.

In questo filmato una tipica esemplificazione del concetto.

Per ciò che attiene la torre, la sua circumnavigazione trovava severo ostacolo nella presenza di alberi a breve distanza, su di un lato.

Sovente i  dilettanti credono di risolvere il problema con prospettive a nido d’uccello, orientamenti in tale tristo intento peraltro incoraggiati dai software.

Va da sé che siffatto atteggiamento abdica all’ortogonalità, presupposto irrinunciabile in ritrazioni architettoniche.

Come risolvere davvero, allora?

Un aggravante della difficoltà era costituito dal fatto che amo focali non grandagolarmente spinte per due principali ragioni:

  • contenere la distorsione
  • esaltare l’effetto / parallasse.

Il modello DJI Mavic 2 Pro che avevo designato a prima scelta presenta una focale corrispondente al formato Leica di 28 mm, che divengono 40 mm in modalità video qualora si opti per il formato di maggiore qualità tra quelli disponibili (sì, paradossalmente non utilizzando l’intera superficie del sensore in questo specifico caso il taglio non presenta l’usuale perdita di qualità, ma la trattazione esula dalle finalità di questo brano).

Dunque?

Ho usato il DJi Mavic 2 Pro per tutte le sequenze che non prevedevano l’orbitazione attorno torre.

E per quest’ultima, allora?

Ho usato il DJi Air 2 S.

Come mai?

Perché  esso, avendo una focale equivalente di 22,5 mm, mi ha permesso di far girare il drone più vicino al manufatto, senza entrare in rotta di collisione con i succitati alberi.

Ovviamente rimanendo a notevole distanza – non vi erano altri ostacoli elevati nello scenario di riferimento, che era interamente libero da limitazioni normative di volo – avrei potuto usare anche il Mavic, ma così facendo ad un certo punto i già nominati alberi avrebbero temporaneamente interferito con il campo visivo della torre.

Quale la morale della descritta sessione?

Che sino a che i costruttori non avranno un approccio genuinamente fotografico alla questione, ci toccherà cambiare drone anziché focale.

Mala tempora currunt per gli zaini fotografici (per fortuna che Mavic ed Air recano entrambe braccia pieghevoli…).

 

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Claudio Trezzani

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