Per fortuna che è un piccione, mica un capodoglio.
E nemmeno un armadillo.
Perché sennò sarebbe stato davvero un imbroglio, per trista mano di Vania Buono.
Poniamo su quel muretto vi sia un armadillo (non un capodoglio: sapete, per quella roba lì degli “ovvi motivi”).
Esso armadillo, che vede in scala di grigi, penserebbe: mi piacerebbe sapere se quei mattoni sono rossi, ma non posso.
Il problema è che – la colpa è tutta di Vania – non lo so neanch’io se quei mattoni sono rossi.
E dire che se fossi sul posto, ben me ne sincererei: d’accordo che anche i subumani come me con poca luce vedono in scala di grigi, ma nel presente caso una qualche luminescenza giunge a rischiararli, i summentovati mattoni.
Quindi, è tutta colpa di Vania, come dicevo: la sua fotografia è in bianconero, ecciò mi toglie ab origine valutatoria facoltà.
Invece il piccione era lì.
Oltretutto, a differenza nostra, i piccioni vedono anche la luce ultravioletta.
Non che c’entri con il rosso o non rosso dei mattoni, ma era per dire che vedono anche meglio degli umani.
Epperò non è andato a scuola, quel piccione lì.
E’ divenuto dopo critico d’arte, da autodidatta.
In assenza d’accademia, per darsi un tono ha indossato il frac.
Frac a coda di rondine.
A coda di rondine, anche se è un piccione.
Lasciamolo epperò a contemplare, qualora Ve ne punga vaghezza.
Al piccione vestito in maniera oltremodo formale per un momento balena rimembranza del magrittiano L’Empire de Lumières, per taluni sfumatori accenti.
Poi, epperò, al piccione critico fraccato è sovvenuto di quando è volato in America, e quella facciata lì un poco gli ricorda lo stile di talune dimore in stile Folk Victorian (queste cose qui occorre chiederle all’eccellente architetta fotografa Nella Tarantino).
Il frac del piccione è in lana, raso e seta.
Quindi magari questa casa qui è in Canada, altrimenti il critico/piccione ( ed anche un po’ …impiccione, per quanto guarda insistentemente) si sarebbe vestito più leggero.
Io epperò ci vedo anche qualche torridità, in stile “in the heat of the night”, quel film diretto da Norman Jewison con Sidney Poitier impersonante l’ispettore Tibbs.
Eccomunque la scena è composita.
Composita, ma equilibrata.
Pulsante senza clamori.
Finemente intima, ed insomma.
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Claudio Trezzani
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