L’informazione & Il Sapore

Dato: il battello tra Sulzano e Peschiera Maraglio funziona tutta notte.

Ovvero: sul lago d’Iseo chi sta a Montisola beneficia di continue opportunità notturne di trasferirsi in terra estesa.

Come scoprire ciò?

Oggigiorno non c’è più nemmeno bisogno di recarsi all’edicola ed acquistare un orario cartaceo: con lo stesso dispositivo che state usando ora per leggere queste righe potete scaricare un pdf che contiene queste informazioni.

Così, siamo a posto: sappiamo tutto, non occorre altro.

Manca però il sapore.

Andandoci, tutto è compiuto, ogni cosa risolta.

Siamo lì, abbiamo la temperatura, i suoni, i movimenti.

Anche i corporei cozzi con i viaggiatori che scendono dal traghetto, se non ci facciamo da parte quando il flusso deborda.

Che ci serve allora la fotografia, la videografia?

Esse mettono in scena.

Condensano il sapore complessivo in un sapore peculiare, cioè voluto.

Osserviamo questo filmato, se v’aggrada.

Ad un certo punto ho vorticosamente accelerato il passaggio delle persone.

Non sarebbe stato necessario ai fini delle talebaniche Leggi imperniate su di un malinteso senso di privatezza, poiché le mascherine contribuivano a celare il volto.

Epperò ho usato una violenza che ha comportato un viraggio.

Un duplice viraggio.

Il primo cambiamento è doloroso: così non si gode più di ogni singola persona, che rimane a me supremo tesoro.

La seconda mutazione: ritmica.

Il tempo non è più quello sperimentato dalle persone, che oltretutto già differiva ab origine individualmente, quanto a singola interiore percezione nell’incedere del reale.

Quando è iniziato l’arbitrio dell’accelerazione?

Non prima che i passeggeri ritardatari all’interno dell’imbarcazione disimpegnassero la vista dei finestrini.

Capite? Il riquadro dei vetri li rendeva attori inconsapevoli.

Chi come me stava a riva li vedeva recitare un ruolo per il fatto stesso che risultavano incorniciati.

Solo quando i finestrobni sono divenuti privi d’umana presenza l’attenzione ha “potuto” spostarsi altrove.

Ecco la progressione: la nave arriva, scena d’insieme / i passeggeri s’agitano costretti entro i finestrini, come uno zoom evidenziatore, anche se l’angolo di campo permane invariato / i passeggeri diventano sciame / la nave va.

Abbiamo fatto cose sulle cose.

Chi era lì delibava tutto.

Chi oltre ad essere lì agiva su di un dispositivo mediato conferiva il taglio.

Fotografia e videografia fanno cose sulle cose.

Pur senza tradire, scelgono.

 

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Claudio Trezzani

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