Libertà e costrizione

L’illuminismo attribuisce all’uomo una centralità nell’universo, in virtù dell’esercizio della ragione che lo rende artefice del proprio destino.

Uomo al centro dell’universo…

La lingua greca ha coniato il corrispondente termine: antropocentrismo.

Da ανθρωπος (uomo) + κεντρον (centro).

Ma non è la stessa cosa: la semplice giustapposizione dei due termini renda vaga la definizione, capace d’abbracciare fraintendimenti scientifici, derive filosofiche, coesistenza di teorie non assimilabili.

L’uomo, comunque fa.

Sono “manufatti”, le cose che fa.

I fotografi fotografano ciò che esiste e ciò che l’uomo fa.

Entità quasi sempre accostate, esse sono.

Una chiatta e il lago, siamo alla prima immagine a corredo di questo brano.

Un tetto con pannelli solari, siamo alla seconda.

Un tetto con lucernario, siamo alla terza.

VFi è una progressione logica, in questi tre scatti.

Una progressione che si snoda tra la libertà d’espandersi e  la costrizione a rispettare forme.

La prima fotografia proclama libertà.

Benedetta libertà.

L’uomo aveva costruito la chiatta, una costruttiva corrosione ne ha vividamente reinventato cromie e scheggiature.

La seconda fotografia sigla invece uno iato ed una frizione, oltre che una condizione intermedia.

Uno iato ed una frizione poichè sia il tetto che i pannelli solari sono stati costruiti dall’uomo.

Tuttavia la scrostatura del primo rientra nell’invocata ed acclamata libertà.

La forma dei secondi, per converso, esprime la costrizione a rispettare forme.

Perchè se la corruzione del muro è benvenuta a fini espressivi, l’eventuale deformazione o contaminazione dei pannelli segnerebbe una deviazione dalla primigenia vocazione degli stessi.

Che è, graficamente, di esaltare dei rapporti geometrici definiti.

Che rappresentano la totalità del segno della terza fotografia, quella col lucernario visto in prospettiva zenitale.

Qui nessuna libertà, ed una cogenza a non fuoriuscire dal codificato.

Ecco l’uomo ed i suoi manufatti, in fotografia: ora si va verso la libertà, ora verso la costrizione.

Che non è limitazione.

Piuttosto, un articolato giostrare con le possibilità che il linguaggio offre.

 

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Claudio Trezzani

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