L’altrove attingibile

Come evadere dalla realtà ordinariamente visibile?

Andando altrove senza spostarsi.

Sì, è possibile.

Ed è una aspirazione dell’uomo sin dagli albori.

L’escatologia, l’ultraterrenità.

Ecco, quest’ultima.

Ma non in accezione religiosa.

In senso fisico, ed invece.

Sapete, con le lenti macro il viaggio è possibile anche nella propria casa.

Magari a livello del pavimento.

Ma la tecnologia ci ha portato un dono.

È lo schermo orientabile.

Puntatelo all’insù ed avrete una visione inedita senza rischiare severe conseguenze alla regione lombare del

Vostro corpo.

È quindi sì, una visione ultra-terrena nel significato etimologico del termine.

A corredo di questo brano vi sono due fotografie.

L’una, effettuata estemporaneamente con una piccola camera inscritta in un gimbal, introduce progressivamente

l’argomento.

Fa capire dove si è, e come si è generato l’impulso a tornare sul luogo.

E ci sono tornato, al sito.

Con la macchina dotata di schermo orientabile, per l’appunto.

Proprio sotto la stella, controllando da stativo di essere in bolla.

Ed ecco, non è più una stella, vista da lì.

Un fluido filamento che univoco si staglia nel denso firmamento, diviene.

E così gli estremi si toccano: una foto “ultraterrena” per puntamento orientativo pari è ad uno scatto di un macro che indaga un terreno, un  pavimento, un tappeto.

Sì, essere altrove senza spostarsi.

Anche questo consente la Fotografia.

Orientare la mente accordandola alla direzione del veduto voluto.

 

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Claudio Trezzani

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