La Sinergia

In “L’ Attività Alfa” mostravo un grafico relativo all’attività celebrale che abbiamo quando teniamo gli occhi aperti, indi evidenziavo la capacità della vista di spaziare, e della Fotografia di cucinare metafore attorno.

Ma esistono ulteriori virtuose sinergie.

Musica/Poesia, ma anche Poesia/Fotografia.

Ecco un denso e succoso testo di Flavio Malaspina:

 

“Varcammo quella porta
come si varca il mondo
oltre ad essa
il nulla
se non il tuo corpo
e la mia insicurezza”.

 

Titolata “Oltre il mondo”, è cucita addosso alla fotografia a corredo di questo brano.

Il concetto di ulteriorità che avevo introdotto in “L’ Attività Alfa” ritorna.

C’è un limen che non esercita la sua linguistica etimologica funzione.

Anzi, incoraggia il superamento.

Più volte mi sono soffermato sul concetto di reificazione in Fotografia.

Corpi virati a cose.

Qui però la sagoma che s’intride dell’ambiente promana una plasticità che contiene una pulsione aggettante.

Mima ripiegamento, ma cova protensione.

La postura non può dirsi generalmente intonata.

La mano tesa in incerta anelazione è in distonia con il capo reclinato che rifiuta il mutamento di stato.

Sembra rifiutarlo: l’insieme esprime una tragica pantomima in cui esitazione e risoluzione dipanano una interna articolazione che compone in una superiore armonia le spinte divergenti.

È un olismo in una osmosi.

Sì, un palpitante insieme organico che, semanticamente ricco ma non conchiuso in sé, si fonde in serrato dialogo con l’ambiente.

Serrato, ma senza spigoloso cesure.

Sì, “Oltre il mondo”, come ispiratamente scrive Flavio Malaspina.

Parola ed immagine alleate nell’esprimere e nell’evocare.

Essere nel mondo ma non del mondo, il celebre, e potentemente icastico, motto che si legge nei sacri testi.

Da lì si proviene, da lì ci si eleva.

 

All rights reserved

Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/account/artworks/874534

 

 

 

Lascia un commento

error: Contenuto protetto. ©NOCSensei