La Scelta Consapevole

Spendere tremila euro per avere il sensore del Dji Mini 3?

Possibile.

Oggi è possibile acquistando il nuovo Mavic 3 Pro.

Cosa stai dicendo, Claudio Trezzani?

M’accingo chiarire il concetto.

Sono vieppiù pervaso da vaga preoccupazione per la “piega” (non FPV…) che stanno assumendo le recensioni attorno il nuovo Mavic 3 Pro.

Circa l’inestimabile utilità di avere una focale non grandangolare sui droni è da anni – ben prima che la questione fosse generalmente sviscerata – che mi sgolo, e l’ho molto recentemente ribadito in “Droni, magnifiche sorti e progressive”.

Occorre però capire di cosa si dispone effettivamente.

Quanto userete il teleobiettivo sul Mavic 3 Pro?

Poco?

Questo articolo non è per Voi.

Tanto?

Questo articolo é per Voi.

Perché se farete così avrete speso tremila euro (la versione base non è praticamente utilizzabile sul campo, con la sua unica batteria) per avere il sensore del Mini 3.

Ovvero 1,13 pollici, così vanificando anche l’incremento che dal Mavic 2 al 3 si è registrato sulla taglia del sensore principale.

Così è perché l’obiettivo intermedio della novella terna è abbinato ad un sensore della summentovata dimensione.

E lo utilizzerete spesso di notte, il Mavic 3 con attivato il medio teleobiettivo?

Ebbene, registrerete risultati addirittura peggiori rispetto al Mini 3, poiché quest’ultimo raccoglie luce da una generosa apertura di diaframma di f 1,7, in luogo di f 2,8 della declinazione mavichiana.

Cosa fare, allora?

Prima, una avvertenza:

Ve la chiarisce Dji stessa, l’avvertenza.

E’ a pag. 38 del manuale del Mavic 2, non del 3.

Lì si spiega che la modalità video HG (High Quality, ca va sans dire) porta l’angolo di campo ad una focale corrispondente ai 40 mm sul formato Leica.

E con qualità maggiore – per l’appunto – non minore rispetto alla modalità alternativa denominata Full Fov, quella che utilizza l’intera superficie del sensore (e dunque corrisponde ad un 28 mm):
quest’ultima effettua un sotto campionamento dai 5,5 K, quell’altra no.

Aggiungo io: quell’altra non mette alla prova le regioni di estrema periferia dell’ottica, notoriamente critiche.

Così, va da sè che io sul Mavic 2 Pro in modalità video uso sempre la configurazione HG, che mi restituisce la visuale non grandangolare dell’inquadratura.

E senza alcuna penalizzazione – anzi – rispetto alla focale caratterizzata da un più ampio angolo di campo.

Tutto il contrario di quanto succede con il Mavic 3 Pro (con la terza focale, quella più lunga, va ancora peggio).

E per quelle volte che Vi punge vaghezza di usare una focale grandangolare, ma di quelle esagerate?

C’è il Dji Air 2 S, con i suoi 22,5 mm equivalenti.

Il tutto in omogeneità di taglia del sensore tra i due modelli.

Che stanno uno sopra l’altro nel mio zaino Lowepro, con una pletora di altre fotocamere ed obiettivi attorno.

Ho scherzato?

No.

Ho voluto allargare la prospettiva, focali a parte?

Sì.

Perché l’importante è effettuare scelte consapevoli.

Una miriade di ragioni sussistono per acquistare il Mavic 3 Pro, ma non se il Vostro utilizzo prevalente è quello sopra descritto.

“Cosa fare allora?” avevo anticipato.

Siamo sempre lì: per un impiego davvero professionale il riferimento permane essere il modello Inspire dalla versione 2, e ciò precipuamente per l’intercambiabilità degli obiettivo.

In concetto essendo: costanza di prestazioni, dopo il cambio.

Insomma, lo sapete:

i droni sono una cosa seria, ed hanno da dimostrarlo adottando soluzioni non inferiori ai dispositivi terrestri.

 

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Claudio Trezzani

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