La rincorsa del tempo

Qui abbiamo un problema.

Esso consiste nel fatto che non ci chiamiamo Charles Offbauer.

Quando ha dipinto quelle automobili, le aveva davanti.

Noi, no.

Ed invece l’autore della struggente fotografia d’epoca sì, lui era lì.

Oltretutto siamo sicuri, sennò non sarebbe una fotografia.

Eppoi Charles magari se le è inventate, perché tanto aveva il mano il pennello.

Ma non avrebbe avuto bisogno d’inventarle, perché quando era vivo quelle automobili lì c’erano davvero.

“Avrebbe avuto bisogno”, sta tutto lì.

Perché non è vero.

In Arte non esiste il bisogno.

Esiste l’Urgenza Espressiva.

L’Impellenza, Espressiva.

La Necessità, ecco.

Non d’aderire al possibile, ma all’agognato.

Così di ogni interferenza ci si è mondati.

Fa niente se non possiamo più avere quelle automobili lì.

E adesso dico una parolaccia:

Le automobili sono un pretesto.

Ma etimologicamente, epperò.

Prae texere.

In latino, tessere davanti.

Un punto di partenza, il che non esclude contenga il sublime.

Ma è solo l’inizio del volo.

 

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Claudio Trezzani

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