La Postuma Disvelazione

Febbraio 1963.

Le Vie d’Italia pubblica un articolo – lo firma il musicologo Giulio Confalonieri – titolato “la musica ed il popolo”.

Le fotografie le fa Ferruccio de Poli.

Anche a Milano, in un locale.

“Studenti”, recita la didascalia.

Aurelio Ponzoni e Renato Pozzetto, sono.

L’anno seguente avrebbero debuttato al Cab.

Nel ’63 erano ancora “studenti”, Cochi & Renato.

Me la ricordo da anni, questa immagine qui.

Mi colpì l’anonimato della didascalia, il fatto che si ritrassero persone definite sconosciute perché allora effettivamente lo erano.

Eddunque, una fotografia – divenuta d’epoca – può essere caratterizzata da Postuma Disvelazione.

La celebrità non è un valore in sé, tutt’altro.

Qui epperò si regista il potente fenomeno: la cronaca congela momenti, la Storia li reintepreta.

No, non ridisegna il momento istesso.

Piuttosto, getta retrospettiva luce.

Il giornale crede accendere riflettori su condivisa ordinarietà, il tempo consegnerà il momento quale prodromo d’inaspettata eclatante progressione.

E ciò, grazie alla Fotografia.

Grazie a come lavora il tempo, su questa fotografia.

Sottrae ignarità, qui, il tempo.

E’ un rendersi ragione, qui, anni dopo.

Date premesse, uno – solo uno – degli sbocchi possibili.

Quello sognato, non lo sapevano neanche Cochi e Renato.

Reca cose in nuce, quello scatto lì.

Ma che erano in nuce, lo sappiamo solo ora, noi.

Sorta di virtuosa bomba ad orologeria, la Fotografia, qui.

Inconsapevole divinazione, qui.

Curioso fenomeno, eccomunque.

Come se mutasse, il tempo, la fotografia.

La liberasse da contingenza, ed insomma.

Di certo l’inscrive in un flusso.

Abitualmente non cito canzonette.

Ma Luca Annoni compone “Mille mondi possibili”.

E canta: “Ah, se il tempo fosse qualcosa con cui giocare”.

L’ispirazione di Luca probabilmente viene da un volume edito da Urania e contenente una silloge d’autori di fantascienza.

Eddunque, mondi paralleli, oltre che possibili.

Paralleli in potenza.

E sì, qui il tempo è qualcosa con cui giocare.

Tratti i dadi, la premessa si rivelerà gravida di risultati.

 

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Claudio Trezzani

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2 Comments

  1. Roberto Besana Reply

    Mi sono sempre chiesto, leggendo le prime righe, quale sia il parametro che si debba utilizzare per definire ” persone sconosciute” rapportandosi al contenuto di una immagine; a ben pensare tutti noi siamo sconosciti e la cosa più interessante è che quanto mai fotografato, il Budda o Mometto o Gesù, solo per fare un esempio, sono invece quelle che veramente conoscono la più parte degli abitanti del pianeta

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