La Fotografia & il Falso Tradimento

“Una città, una campagna, da lontano, sono una città o una campagna;

ma quanto più ci avviciniamo sono case, alberi, tegole, foglie, erba, formiche, zampe di formiche, all’infinito.

Tutto questo viene compreso sotto il nome di campagna.”

Nel precedente articolo avevamo tra l’altri citato Agostino d’Ippona, ora menzioniamo una persona che Agostino aveva letto ed interiorizzato.

Sì, Blaise Pascal, di cui abbiamo appena letto il Pensiero n.60.

Il matematico francese pone una questione che in Fotografia assume una fisionomia peculiare.

Il fotografo sceglie tramite l’inquadratura.

L’inquadratura, oltre ad una individuazione partitiva, definisce il rapporto d’ingrandimento.

Il rapporto d’ingrandimento sancisce gerarchie e priorità.

Lo fa decidendo le dimensioni alle quali ci vuol mostrare le cose.

Gli è però che, mercé l’incrementata risoluzione delle immagini, “navigare” entro esse sullo schermo del  computer è divenuta operazione agevole e fruttuosa.

Ecco allora che – pascalianamente – dalla visione d’insieme addiveniamo al dettaglio.

Tradiamo la visione dell’autore, così facendo?

Consideriamo in guisa d’esempio la fotografia a corredo di questo brano.

È evidente che l’attenzione è incentrata su di una torre, tagliata in elevazione proprio per conferire isolazione.

Purtuttavia, se andiamo ad esplorare ( vi sono programmi che consentono una efficace immediatezza nello spostarsi ingrandendo) lo sfondo, la constestualizzazione apporta un ampliamento del dato riscontrabile.

Troviamo una cascina, una stonatura modernista – ma funzionalmente opportuna – in pannelli solari piazzati sopra tegole (già, le pascaliane tegole!), campi, indi l’industria.

La narrazione va così soggetta a digressioni.

La digressione acquisisce uno sbalzo che muta i pesi in gioco.

Siamo dunque al cospetto di una operazione illecita?

No, se operata in temporale successione.

Andiamo in pinacoteca, capiremo meglio.

Il delibatore di dipinti prima abbraccierà il quadro nel suo insieme.

Solo dopo si avvicinerà per cogliere riposte sfumature.

Così è anche in Fotografia.

Per approfondire senza tradire è profittevole di primo acchito sposare l’economia distributiva generale, e solo in seguito attardarsi in dettagli.

Anzi, meglio prima indugiare nell’architettura complessiva.

Sì, perché con l’inquadratura l’autore ha parlato una lingua, ed un idioma scaturisce dalla connessione tra lemmi, non dai singoli termini.

 

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Claudio Trezzani

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