In cima alla duttilità

Debbo all’acume divulgativo di Karl Evver la saporosa delibazione dell’opera pittorica a corredo di questo brano.

E’ una deliziosa realizzazione del danese Carl Vilhelm Holsoe.

Cosa c’insegna, in Fotografia?

Che non esistono confini.

Lenzuola, cuscino, veste della donna, muro.

Medesima tonalità, rugosità, piega.

Tutto s’anima, ogni cosa partecipa della stessa vibrazione.

L’hanno assai ben compreso Masha Sapego ed Alexey Shportun.

Masha sa armonicamente orchestrare rigore e caso.

Sapiente distribuzione di pesi nell’economia inquadratoria, sublime calibrazione di cromie.

Ogni oggetto, epperò, pur per sua posa ieratico schiude mutevoli microcosmi che s’annidano in ogni volgimento tessile e materico.

Il cartoccio d’Alexey, ora.

E’ un tripudio, un vigoroso inno.

Ondivago e prorompente come fuoco, misterioso ed insidioso come geometria e luce vogliono.

S’erge in stasi, ma si protende al movimento.

Ecco, non esistono confini.

Ogni cosa va.

Ma, mercè Fotografia, non sfugge.

 

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Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/claudiotrezzani

 

 

 

 

 

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