Il virtuoso sfruttamento

Noi fotografi sfruttiamo gli oggetti?

Per fortuna, sì.

Sono oggetti, non si tratta di riduzione in schiavitù.

E nemmeno noi risultiamo schiavi d’essi.

Perché li usiamo plasticamente.

Plasticamente, al di là della loro eventuale conturbanza formuale.

Che significa “plasticamente, al di là della loro eventuale conturbanza formuale”?

Significa che gli oggetti possono presentare una seducente tridimensionalità, oppure essere inclini ad una lettura

lineare, ma in entrambe i casi il nostro trattarli “plasticamente” avviene a livello del pensiero.

Il sembiante, eccioè, viene piegato al significato che intendiamo infondergli.

Significare, significato, uso di nuovo parole impegnative.

Diciamo allora direzione linguistica.

Le cose impiegate per dire una cosa che ci punge vaghezza proferire.

Questo ci conduce alla prima fotografia a corredo di questo brano.

Jing Huang.

I panni a destra della donna fanno i pappagalli.

Non nel senso che la importunano: piuttosto, mimano la figura del corpo.

Il panno a sinistra, invece è attivo.

Compie un’azione, lui.

Come la donna guarda, lui s’agita.

Poco importa che in un caso si tratti di azione endogena (la volontà della donna) e nell’altro esogena (l’azione del vento): minimo comun denominatore delle due situazioni è dinamismo contrapposto a stasi.

Seconda immagine allegata a questo articolo.

Sayed Wasi Haider.

Accidenti come ha “sfruttato” il panno.

Una mirabile distribuzione di pesi e grafismi, ma c’è di più.

Diviene diaframma del sole.

Osa opporvisi, e spinge l’intento sino ad un esito totalizzante.

Ora nessuno può più vederlo, il Dio Elios, salvo congetturarne indizio in acqua.

Un panno ha questo potere.

Lo ha verso l’umanità tutta che sfila di fronte alla genuina costruzione.

Genuina costruzione perché il fotografo non ha cambiato niente, ma si è messo dove gli serviva.

Ancora, “servire”.

Ecco, la Fotografia.

Nè cose schiavi d’umani, nè viceversa.

No, è tutto un concorrere.

Marciare insieme verso una concupita meta.

 

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Claudio Trezzani

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