Il rapporto tra le cose

La prendo larga, anzi stretta: Anni Sessanta, fari anteriori antinebbia tra loro ravvicinati, l’elettrauto ce li metteva lì.

Dieci anni prima: un unico faro al centro del radiatore.

Come quello della Fiat 1100 che figura nelle due fotografie a corredo di questo brano.

Oh, la Gazzetta Ufficiale s’occupò di ciò.

Quando due, quanto distanti tra loro e dal sagomale limitare.

Ecco, regole.

Evolvono, regole.

Perché s’impara di più, oggi gli antinebbia non si collocano più lì.

Ma è progresso, questo?

Nel caso degli antinebbia, sì.

Ma osserviamo l’intera scena, qualora Ve ne punga vaghezza.

Promana selvaggità, quella scena.

Oh, non per il fotografo – il  giornalista Renato Albanese, emissario del Touring Club d’Italia.

Giacca e cravatta, lui.

E se maniche di camicia, giusto per la corsetta che ha dovuto effettuare – nella seconda immagine – per risultare incluso nell’inquadratura a dispetto della distanza dalla biottica.

E del resto, erano i tempi del rispetto della forma.

Conteneva un certo tasso d’ipocrisia, certo.

Ma da taluni codici ci si sforzava di non debordare.

E la selvaggità, allora?

Era la selvaggità insita nel pionerismo.

Strade sterrate ove ora l’asfalto signoreggia.

E soprattutto, il piacere della scoperta.

Di vedere intonso ciò che oggi è mediato.

Oggi la macchina non sarebbe potuta più stare lì.

Sarebbe stata travolta, intendo.

Più tempo, anche per scattare.

Per scattare, e per sviluppare.

L’Antitelefoninico Respiro della Conquista, eddunque.

Cose richiedevano sforzo, era quella la vera appropriazione.

Vedere intonso ciò che oggi è mediato, scrivevo.

Sapete, di altro  emissario del TCI – il Dottor Renzo Salotto, che ebbi la fortuna di conoscere – seppi che gli fu offerto un asino per esplorare – indi, relazionare – una recondita ed impervia zona nell’entroterra sardo.

Mio padre, peraltro,  mi portò a vedere una locomotiva a vapore ancora in ordinario esercizio su di una linea secondaria.

Non fotografavo ancora, allora.

Così, non potei mettere su carta quel sapore.

Ma cosa esprimeva quel sapore?

Quel sapore, nonché i summentovati.

Un diverso rapporto tra le cose, esprimeva.

Scenario selvaggio, signori azzimati.

Inaccessibilità naturale, forbitura di modi.

Già, i modi.

Sono interpretazioni del reale, i modi.

Del reale coevo a chi assiste, ovviamente.

Si prende il reale, si prendono i modi.

Sì mescola bene, e ciò che ne scaturisce è il succitato diverso rapporto tra le cose.

Il fotografo è sia imparziale che parziale.

Imparziale per la natura del mezzo, lo sapete.

Parziale perché infonde sua vita, quando pigia il pulsante.

E quando figura nel fotogramma, il complessivo arazzo è tessuto.

 

All rights reserved

Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/claudiotrezzani

 

 

 

 

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo sito web può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in alcuna forma e con alcun mezzo, elettronico, meccanico o in fotocopia, in disco o in altro modo, compresi cinema, radio, televisione, senza autorizzazione scritta dell’Editore. Le riproduzioni per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da New Old Camera srl, viale San Michele del Carso 4, 20144 Milano. info@newoldcamera.it
All rights are reserved. No part of this web site may be reproduced, stored or transmitted in any form or by any means, electronic, mechanical or photocopy on disk or in any other way, including cinema, radio, television, without the written permission of the publisher. The reproductions for purposes of a professional or commercial use or for any use other than personal use can be made as a result of specific authorization issued by the New Old Camera srl, viale San Michele del Carso 4, 20144 Milan, Italy. info@newoldcamera.it

©2024 NOC Sensei – New Old Camera Srl

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *