Il Quarto Stadio

“Peregrino, quasi mendicante, sono andato”. Lo scriveva Dante, richiamando l’etimologica accezione dell’aggettivo latino “peregrinus”: da “per / ager”, “attraverso / campo”, a designare l’errabondo incedere fuori città.

È dunque peregrino il sassofono tenore che ha trovato saldo alloggiamento all’interno di un tronco cavo, nella fotografia a corredo di questo brano? Si, ma non sua sponte. Nel senso che ce l’ho messo io. Ecco allora affiorare l’altro significato dell’aggettivo peregrino, quello di inusitato (“Agli ignoranti ogni cosa pare peregrina e nuova”, come scriveva il Muratori).

Sapete, questo articolo titolato “Il quarto stadio” giunge dopo tre suoi antecedenti che gradatamente esplorano la possibilità, per il fotografo, di intervenire sullo scenario ritratto prima dello scatto.

La progressione  segue il criterio di “sospettabilità” del suo intervento, ed in questo quarto esempio non solo è vieppiù evidente (salvo apporto di persona terza, qui per  esplicita informazione esclusa) l’influenza esercitata dal fotografo, ma anche l’alterità del manufatto inserito rispetto al contesto, che in ciascuno dei quattro articoli si è mantenuto boschivo.

Come dobbiamo allora considerare l’abbinamento? Una installazione (orribile definizione che si deve all’arte odierna)? No, non lo è. Perché lo fosse stato, il sassofono avrebbe dovuto essere qualcosa di concepito e realizzato come opera astratta, in sé compiuta ma in comunicazione formale con l’ambiente prescelto.  Lo fosse stato, il fotografo avrebbe agito né più né meno che di fronte all’incarico di eseguire una riproduzione di una statua in un museo.

Qui, no: si tratta semplicemente di un sassofono che l’autore ha collocato all’interno della scena. Un rompicapo: non una cosa che c’era lì, ma neppure qualcosa di armonico rispetto al contenuto predominante dell’immagine.

Ma è davvero un rompicapo?

Ricordate cosa aveva detto poch’anzi lo scrittore, numismatico e bibliotecario Antonio Ludovico Muratori? Ecco, peregrino in quel senso lì. Fatto per dischiudere, non restringere.

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Claudio Trezzani

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