Il movimento inverso

Ciao a tutti.

Obiettivo / sicurezza.

Più che uno slogan, un imperativo, pei droni.

Una delle tante possibilità per coniugare fluidità e precisione con la summentovata sicurezza consiste nell’effettuare riprese in previsione di una successiva postoproduzionale inversione del moto.

Chiarisco con un esempio: partendo dalla prossimità di una torre allontanarsene, salvo poi al computer volgere l’avvicinamento come momento finale della sequenza.

I vantaggi?

  1. non si corre il rischio d’impattare contro l’ostacolo, sensori o no.
  2. si beneficia di una precisa inquadratura, non condizionata da errata previsione iniziale.

Svantaggio?

Codesta prassi bandita da ogni scenario in cui siano presenti oggetti in proprio movimento, cioè spesso.

Avvertenza?

Essere comunque graduali in partenza coi cursori, perché se è vero che un “approdo” verso il soggetto può essere rimodulato al computer mercé punti d’ancoraggio a loro volta graduati nella loro progressiva successione tramite cambi di velocità mediati da apposita procedura, è parimenti vero che ciascuna modifica in questo senso va a detrimento della fluidità “intrinseca” (non in quella “indotta”) del filmato, in misura quanto più evidente quanto è minore il frame / rate (potendo, queste cose andrebbero sempre fatte a partire da un girato originario di 240 f/s).

Un saggio di quanto sopra esposto è presente a partire da un minuto esatto dall’inizio di questo mio filmato.

Infine, un altro caso in cui l’espediente dell’inversione del moto presenta un effetto visuale piuttosto intrigante.

Succede a aprtire da 0’34” di questo mio ulteriore filmato.

Come si vede, l’improvvisa rotata apparizione del tetto di torre genera qualche brivido, creando l’illusione che il ravvicinato approssimarsi del drone sia stato fatto alla cieca.

Sempre però si mantenga l’adeguata concentrazione in siffatti frangenti: pur se la vicinanza è percepita maggiore del reale, anche l’esecuzione originale ha richiesto attenzione, non foss’altro che per mantenere equilibrio fra il raccordo dei tre simultanei movimenti (verticale, inclinazionale, orizzontale).

Perché – ben lo sapete – le nostre priorità sono sempre due, con la prima maggiore della seconda:

  1. la sicurezza del volo.
  2. la possibiltà di riportare a casa il mezzo.

 

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Claudio Trezzani

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