Il Luogo & Lo Spirito

Uomo traccia linee, altro uomo le fotografa.

Sciagurato chi sbotterà in un “case, e basta”.

Sciaurato che mai non fu vivo, alla maniera dantesca.

Perchè tutt’altro che sole case, qui.

Spirito sopra Luogo, qui.

Sapete, dapprincipio sono sussultato in un moto di puro orrore.

L’ho fatto al cospetto di parole, non d’immagini.

Avvenne quando Roberto Besana confidò che non aveva disdegnato il telefonino, quale mezzo.

Sì, il Punta di Spillo sovente responsabile delle peggiori nefandezze.

Non avremmo voluto Raffaello usasse pigmenti scadenti, nevvero?

Però qui c’è una testa.

Grande, perchè deve contenere un intero repertorio di occhi.

Sì, un Repertorio di Occhi.

Come nella fotografia – tra le tre a corredo di questo brano – del muro color terra di Siena, che reca un occhio bianco ed uno grigio.

Roberto Besana ha una testa grossa perchè include un repertorio di occhi.

Non è sciaurato, ed è ben vivo, Roberto.

Perchè ha infuso vita altra rispetto allo spiritus loci.

Sì, altra rispetto allo spiritus loci.

Siamo in Lombardia – casa con candide assi – eppure l’atmosfera è attonitamente hopperiana.

Siamo su di un balcone “moderno” eppure il sapore è quello di certo pittorialismo sviluppatosi negli anni venti dello scorso secolo, tra postimpressionismo e tonalismo di scuola romana.

Siamo sotto un cielo qualunque che cornicia rimandi per converso individuabili, dunque estraibili pur in una astrazione possibile.

Ecco, la Fotografia.

Offrire un repertorio di occhi, avendoli.

 

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Claudio Trezzani

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