Il drone & Leonardo

Ne discorrevo traverso missiva di posta, tempo fa, con l’eccellente Giorgio Rossi.

Sì, proprio il Giorgio che avete il piacere di leggere in questo sito.

Di come mi piacerebbe far resuscitare Leonardo – ne rimembro ogniqualvolta lambisco villa Melzi d’Eril di Vaprio d’Adda, estivo fronduto rifugio del Nostro – e mostrargli odierne cose.

Con le dovute cautele, intuibilmente.

Ad esempio, eviterei portarlo su di un volo notturno di linea, temo potrebbe soccombere ad un infarto, pel soverchiante stupore.

Del drone invece, ma con gradualità, gli parlerei.

E accennerei anche ad un ulteriore aspetto.

Sapete, Leonardo era un privilegiato.

Frequentava persone altolocate, che avevano altolocati abitativi siti.

Oh, non che i piani alti fossero esclusivo appannaggio dei bennati:
scelleratamente, talune insalubri soffitte erano destinate alla così appellata servitù.

E tuttavia, non a tutti era concesso far spaziare lo sguardo dalla turrita cima di castelli.

Curiosamente, ora la situazione è variegata:
se è divenuto comune dimorare entro svettanti costruzioni, si può meno frequentemente godere di aeree vedute

in antichi castelli.

Castelli o campanili, che non di rado rappresentano tutt’ora il punto di maggior quota umanamente attingibile in località campestre o montana.

A tal proposito, occorre giusto attendere qualche apertura straordinaria resa possibile dall’illuminata opera dei volontari di un FAI, oppure – a me non è mai capitato – trar profitto dalla disponibilità di qualche neocastellano.

Il drone, a ciò, rimedia.

Ed in due modi, lo fa:

  • consente d’abbracciare muri palpitanti per stratificato vissuto, nonchè catturare particolari architettonici diversamente inintellegibili
  • permette al conduttore del drone – e, più significativamente, a tutti coloro cui si potrà successivamente mostrare i parti fotografici e videografici – di saggiare visioni con l’identica inquadratura esperimentata dagli antichi abitanti.

Ecco, vedete l’omino in bicicletta presso il margine inferiore destro del fotogramma?

Vogliate – qualora V’aggradi – informarlo che anche lui potrà vedere alto, come i suoi compaesani di secoli fa (la torre che s’appalesa nell’immagine a corredo di questo brano sorge a guardia di un piccolo centro adagiato sul fiume Serio).

Sì, sarebbe contento Leonardo.

Lui che volava con la mente, e che ha gettato fondamenta acciocchè lo si facesse in materia, un giorno.

 

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Claudio Trezzani

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