Il Cosa & il Come (dal Desolante al Sublime)

Cos’è la Fotografia se non un eterno struggimento che rimbalza dal Cosa al Come?

Scegliere cosa comprendere nell’inquadratura reca già le stimmate dell’autorialità, e meditare su come finemente realizzare l’opera apporta la dimensione alata del procedimento.

Il generale scadimento qualitativo che affligge la Rete – ma si tratta comunque di uno strumento formidabile, rivoluzionario, d’incomparabile utilità – nel suo  complesso rispetto a più meditate propalazioni di contenuti concerne (allitterando in accezione inglese: preoccupa) anche il mondo delle immagini, quantomeno in ambito sussidiario.

Cosa intendo per sussidiario? produzioni videografiche e fotografie che nascono per una funzione ausiliaria, non costituendo il fine ultimo dell’operazione.

Troppo spesso assistiamo a situazioni ove un tempo si sarebbe impiegata una intera troupe, mentre ora la descrizione di un luogo od un manufatto conta interamente sui ballonzolanti orrori di un dilettante che cammina brandendo una fotocamera compatta.

In campo immobiliare, motoristico e turistico si registrano i peggiori abomini in proposito, accanto a realizzazioni spiccatamente pregevoli.

Ecco, turistico.

Scorrevano le immagini della lounge di un grande albergo.

Sapete, a talune realizzazioni moderne (ma anche ad appartamenti ipercostosi in grattacieli, o interni di navi) sciaguratamente s’attaglia quel verbo tedesco dialettale traducibile con “intrugliare” (kitschen, da cui la definizione storica di Kitsch).

Ad esempio, la Regina d’Inghilterra ha reso baronetto un imprenditore d’origini italiane per meriti alberghieri, ma il guaio è che poi quest’ultimo ha affidato a sua sorella la responsabilità dell’intero arredo della catena, e l’intrugliare ha avuto luogo.

Il summenzionato albergo, invece, risultava immune da tali inverecondi rimestii, presentando riusciti sobri abbinamenti in chiave astratta.

Tuttavia, niente che potesse assurgere ad una estatica rimirazione.

Ciò sinchè la carrellata ha rivelato, fugacemente, un divano con la seduta stropicciata.

Avrei voluto ivi sostare imperituramente.

Le casuali pieghe del tessuto concretizzavano il Sublime, con rugosità, rilievi montuosi o collinari, anse.

Vedete dall’illustrazione a corredo di questo brano che le pieghe possono trovare variegate definizioni tecniche secondo loro forma: a ginocchio, fessura, monoclinare, biclinare.

La Poesia, però, scaturisce dal loro casuale plastico accostamento.

Ecco, la Fotografia: scovare il Sublime ovunque esso s’annidi, con adorante fervore.

 

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Claudio Trezzani

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