Il coprotagonista

Giace, respira, rumoreggia.

Occupa, divide, contrappunta.

Il mare in una inquadratura composita.

Prima fotografia a corredo di questo brano.

L’ha realizzata Herbert List nel 1937.

Scala di grigi, ed una progressione che dal primissimo piano giunge ad un remoto sfondo.

Da isola (Santorini) ad isola, eppoi un’altra ancora, a sfumare diagonalmente presso il margine superiore destro dell’inquadratura.

Potente contrasto tra la definita levigatezza del manufatto in evidenza e la liquida evanescenza della terra bagnata.

Un controluce che irradia calore e l’invenzione del pesce in brocca.

No, il sapore non è eminentemente umoristico.

L’averlo posto in vetrina è piuttosto scultorea celebrazione, sbalzata appartenenza.

Estratto sì, ma giusto a rimarcare sua signoria sugli abissi.

La seconda fotografia, ora.

Di quest’anno, di Lino Rusciano.

Scivoliamo palpando il velluto.

Sì, sappiamo che non lo è.

Ma la trama del muro suggerisce tattile carezzevolezza.

Indugiamo sulla superficie inclinata, ma presto dovremo abbandonare la suggestione tridimensionale:
colori, linee, distribuzione dei pesi riportano ad una evocazione di complanare frontalità.

Sì, l’isola non è più lontana.

Abbiamo un vivido arazzo che ragiona per accostamenti, piuttosto che per prospettive.

Il mare ad osmotico servizio d’oggetti, e viceversa.

La realtà s’agita mossa da idee.

È questa la Fotografia.

 

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Claudio Trezzani

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